L’instabilità e lo sconfinamento emotivo

lunedì 21 settembre 2026


Lo sguardo oltre la siepe #2

Una spruzzatina di spray al peperoncino e vai con la lama di coltello. Gesti che lasciano sgomenti e che creano sofferenza e preoccupazione educativa perché compiuti da un giovanissimo studente nei confronti di una professoressa.

La scuola sta diventando lo scenario di aggressioni e di perdita dei confini del principio di realtà. Gesti che narrano di una società educativa e scolastica che non si pone sufficientemente di fronte ai propri fallimenti educativi e che non fa abbastanza per prendersi cura di un disagio esistenziale che non trova altra strada che l’azione senza pensiero critico.

Tanti sono in fattori che stanno determinando uno stato di sconfinamento emotivo tra i giovani e i giovanissimi che andrebbero analizzati. Forse dovremmo ricordare ai nostri Ministri che si sono occupati e si occupano di istruzione, di educazione, di formazione, indipendentemente dall’appartenenza politica, che dovrebbero pensare più a strumenti efficaci di educazione e accompagnamento e non solo avere il bisogno di farsi ricordare per aver cambiato qualcosa rispetto a colui o colei che lo ha preceduto.

L’instabilità e la non continuità di progetti educativi e di istruzione creano disorientamento e non danno l’idea di essere contenuti da un sistema stabile e condiviso. Non sto dicendo che la scuola italiana sia alla mercé delle ideologie, degli umori e delle fantasie dei ministri che via via si susseguono ma penso che creare un sistema educativo e scolastico stabile, fermo su alcune convinzioni condivise da tutte le forze politiche, potrebbe contribuire a trasmettere al personale docente, agli studenti e al personale amministrativo una stabilità e una continuità che protegge, rafforza un’idea condivisa e forte di educazione e istruzione.

Abbiamo bisogno di una società compatta che coniughi stabilità, fermezza e continuità soprattutto nel campo dell’educazione e dell’istruzione. Abbiamo bisogno di una scuola forte e decisa che sappia declinare i propri confini educativi e coniugarli con le famiglie, i territori e le istituzioni.

È necessaria una rete educante che possa dare forza ai valori di sostegno, prevenzione e monitoraggio attraverso una presa di coscienza e di responsabilità necessarie per poter fare qualcosa di concreto e cercare di interrompere questa spirale di violenza che sta caratterizzando le nuove generazioni e non solo.


di Maura Ianni