Truffe estive: la finta escort

giovedì 6 agosto 2026


Tempo di estate e tempo di bollori, anche sessuali. Così turisti e romani si trovano sempre più spesso impelagati in quella che i tabaccai del centro storico, e segnatamente del Rione Monti, patria fin dall’antica Roma della più o meno nobile arte del meretricio, chiamano “truffa della finta mignotta”. Con esiti talvolta tragicomici. Si tratta in realtà di profferte di prestazioni sessuali da parte di persone che semplicemente non esistono se non per alcune immagini osé o anche pornografiche prese dalla rete e messe su falsi profili Telegram o TikTok. Con tanto di numero di telefono. Organizzazioni in mano a criminali dell’est europeo che una volta che il pesce ha abboccato all’amo forniscono anche un finto quanto preciso indirizzo della casa di appuntamenti. Ma, stranamente, al momento della contrattazione telefonica oppure online, dicono che per il primo incontro (“a causa di alcuni che non si sono comportati bene”) non devono venire i clienti a domicilio con i soldi contanti come si usa da tempi immemorabili, bensì pagare prima con carte prepagate Google o Apple o altre e comunicare poi i codici alla presunta escort. I tabaccai che ben conoscono le modalità di questo raggiro spesso sconsigliano i malcapitati.

“Guarda che se la compri io non te la posso rifondere” e si è sentito che queste ragazze una volta comunicato il codice sulla carta buttano giù il telefono e disattivano la scheda così si perdono i soldi e si va in bianco. Niente da fare. Siccome tira più un pelo di… che un carro di buoi, c’è stato il caso fantozziano di un facoltoso turista egiziano che ha insistito dicendo che “lei” gli avrebbe detto di amarlo, salvo poi pretendere con violenza i soldi indietro dal tabaccaio che lo aveva avvertito costringendolo a chiamare le Forze dell’ordine. Questa truffa della “finta mignotta” va avanti da qualche tempo ma è durante l’estate che raggiunge il culmine. Gli stranieri sembrano i più allocchi in una ideale classifica dell’idiozia maschile rispetto ai nostri connazionali. Chissà se questo articolo servirà a salvare qualcuno di loro dalla “sola”.


di Dimitri Buffa