venerdì 10 luglio 2026
Sono in molti ad aver notato che Vannacci e lo scisma dei lefebvriani hanno la stessa radice: la lotta alle migrazioni. Ma questo è solo l’aspetto più marchiano. C’è un movimento sociale più profondo. È la Reazione.
NON SOLO CONSERVAZIONE E PROGRESSO
Nel dopoguerra abbiamo preso l’abitudine a considerare il mondo delle idee in modo piuttosto statico. Destra e sinistra erano destinate nel 900 a contendersi lo spazio politico con un’idea progressiva in senso hegeliano. La competizione di fatto è stata tra una tendenza dittatoriale di destra e una tendenza dittatoriale di sinistra. Dittature con differenze apprezzabili solo nei colori delle divise. Si può escludere che in questa accezione ci fosse un’idea di sinistra o di progresso. Col superamento della tradizione hegeliana, tornano in gioco liberalismo, socialdemocrazia, ma anche la reazione.
REAZIONARI OLTRE DE MAISTRE
La teoria reazionaria la dobbiamo a Hobbes e a Joseph De Maistre. L’ultimo era un sabaudo anti rivoluzionario, in epoca giacobina e poi napoleonica. La sua tesi era la necessità della guida papale. Tra lui e i conservatori Burke e Tocqueville c’è l’assenza di liberalismo. De Maistre si convinse che il liberalismo non andasse bene a causa della Rivoluzione Francese. Secondo lui, furono le riforme illuministiche a causare la fine delle monarchie. De Maistre, da piemontese e massone, finì col sostenere la necessaria infallibilità papale, mentre la ‘sua’ casa regnante si qualificò come la grande nemica del papato. E morì in povertà dopo una carriera prestigiosa.
IL RIFIUTO DELLA MODERNITÀ
L’aspetto interessante dell’oggi è il ritorno di teorie talmente oscure rispetto alla libertà individuale da fare spavento. A chi può venire in mente di alzare la voce, protestare, votare per avere in cambio dei ceppi al collo e alle mani, come in una punizione medioevale? Eppure taluni predicano il ritorno all’antica oppressione. Putin ne è un grande alimentatore. D’altronde, anche De Maistre sviluppò buona parte del suo pensiero a Mosca. L’altro grande filone è quello islamista. Ora si aggiungono i lefebvriani nel mondo cristiano.
L’OBIETTIVO DEI NUOVI REAZIONARI
C’è una cosa in comune tra i fautori del ritorno alle forme di governo non costituzionali. Assenza di pensiero e un capo che usa la religione per legittimarsi. Queste tesi portano al conflitto permanente. De Maistre parlava con orgoglio delle decine di migliaia di morti della quasi millenaria lotta tra cristiani e musulmani in Europa. Vannacci, lefebvriani, islamisti vogliono quella violenza oggi inutile. Remigrazione non è un obiettivo di sicurezza, ma una dichiarazione di guerra contro la mediazione tra culture, conquista recente e incompiuta dopo l’idea di ‘tolleranza’.
IL NECESSARIO RITORNO AL PROGRESSO E AL FUTURO
L’ondata neo-reazionaria è forte. Si colora di ritualità fascista, ma è pre-illuminista. Essa è finanziata da fonti statunitensi, russe, islamiste. Vannacci e i lefebvriani sono pre-illuministi senza legge salica e senza legittimazione divina. Di fatto predicano il caos e il conflitto di classi dominanti che non esistono più. Si può parlare politologicamente di sciocchezze che prendono voti di castità alcuni ed elettorali gli altri. Ma ogni cosa idiota che abbia seguito presenta un conto da pagare. Per evitarlo, va dimostrata e spiegata la superiorità dell’accordo nel mercato. Anche nella versione socialdemocratica e matteottiana. Matteotti era liberista, anche se pochi lo sanno.
di Claudio Mec Melchiorre