I due laboratori della Information Warfare

venerdì 26 giugno 2026


I conflitti tra Russia e Ucraina e tra Hamas e Israele rappresentano due casi emblematici dell’evoluzione della Information Warfare nel XXI secolo. Pur caratterizzati da contesti storici, politici e militari differenti, entrambi mostrano come la dimensione informativa sia diventata centrale nella conduzione delle operazioni e nella costruzione del consenso.

Nel conflitto russo-ucraino, la battaglia delle narrazioni ha accompagnato ogni fase delle operazioni militari. Le parti coinvolte hanno utilizzato intensamente social media, piattaforme digitali e strumenti di comunicazione strategica per mobilitare il sostegno interno, influenzare l’opinione pubblica internazionale e delegittimare l’avversario. Le immagini del conflitto sono diventate parte integrante dello scontro geopolitico.

Anche nel conflitto tra Hamas e Israele la dimensione informativa ha assunto un ruolo decisivo. Video, testimonianze, fotografie e comunicati diffusi in tempo reale hanno contribuito a modellare la percezione globale degli eventi. La velocità della diffusione delle informazioni ha reso sempre più difficile distinguere tra contenuti verificati, propaganda e manipolazione.

Entrambi i conflitti evidenziano come la Information Warfare non sia più un’attività complementare alle operazioni militari, ma una componente strutturale della strategia contemporanea. Il successo di una campagna informativa può influenzare il sostegno diplomatico internazionale, l’assistenza economica, le decisioni politiche e la legittimazione delle azioni sul terreno.

Questi due scenari costituiscono veri e propri laboratori nei quali si sperimentano nuove tecniche di comunicazione strategica, operazioni psicologiche e strumenti di influenza digitale. Le lezioni che emergono da tali esperienze saranno determinanti per comprendere l’evoluzione futura dei conflitti.

La sfida per governi, istituzioni e cittadini consiste nel riconoscere che la guerra dell’informazione non riguarda soltanto chi combatte direttamente. Coinvolge l’intera società, chiamata a confrontarsi con un ambiente comunicativo sempre più complesso, nel quale la capacità di analizzare criticamente le informazioni rappresenta una risorsa strategica al pari delle capacità militari tradizionali.

In questo scenario, anche i cittadini europei non sono semplici spettatori: ogni condivisione, ogni slogan e ogni immagine rilanciata senza contestualizzare i fatti può diventare parte della battaglia informativa.


di Claudia Conte