A Roma il confronto tra avvocati, professionisti e imprese

venerdì 12 giugno 2026


Adeguati assetti organizzativi e nuova governance dimpresa

La governance delle imprese italiane è chiamata a confrontarsi con una delle più profonde trasformazioni degli ultimi decenni. L’ evoluzione del Codice della crisi dimpresa e dell’insolvenza, l’introduzione dell’obbligo di adottare adeguati assetti organizzativi previsto dall’articolo 2086 del Codice civile, la crescente rilevanza della gestione del rischio e l’impatto dell’Intelligenza artificiale sui processi decisionali stanno modificando radicalmente il modo di amministrare e dirigere le aziende. Si tratta di un cambiamento che coinvolge non soltanto le grandi società, ma soprattutto il tessuto delle piccole e medie imprese, chiamate oggi a dotarsi di strumenti organizzativi, amministrativi e contabili capaci di garantire la continuità aziendale e di prevenire situazioni di crisi. Proprio questi temi saranno affrontati nel convegno promosso dall’Ordine degli avvocati di Roma, attraverso le Commissioni Crisi dImpresa e Diritto societario, dal titolo “Adeguati Assetti Organizzativi: la responsabilità della governance e la certificazione Uni/PdR 167:2025”, che si svolgerà il prossimo 15 giugno 2026 presso lAula avvocati del Palazzo di Giustizia di Piazza Cavour.

L’iniziativa si inserisce in un momento storico in cui il legislatore richiede agli imprenditori e agli organi di gestione una responsabilità sempre più ampia e consapevole. L’adeguatezza degli assetti organizzativi non rappresenta infatti un semplice adempimento formale, ma costituisce uno degli elementi centrali nella valutazione della corretta amministrazione dell’impresa. L’obiettivo perseguito dalla riforma è chiaro: intercettare tempestivamente i segnali di crisi e consentire all’azienda di adottare misure correttive prima che le difficoltà divengano irreversibili. In questa prospettiva, la governance aziendale assume un ruolo strategico e diventa uno dei principali fattori di competitività. Gli imprenditori sono oggi chiamati a dimostrare non soltanto la capacità di produrre risultati economici, ma anche quella di governare il rischio, monitorare costantemente l’andamento aziendale e predisporre strumenti di controllo adeguati alle dimensioni e alla complessità dell’organizzazione. Particolare attenzione sarà dedicata alla Uni/PdR 167:2025, la nuova prassi di riferimento che offre indicazioni operative per l’implementazione degli assetti organizzativi richiesti dall’articolo 2086 del Codice civile e che rappresenta uno dei più importanti strumenti di raccordo tra normativa e operatività aziendale.

La prassi Uni nasce dall’esigenza di trasformare principi giuridici spesso percepiti come astratti in modelli concretamente applicabili all’interno delle imprese. Attraverso metodologie condivise, indicatori di controllo e procedure di verifica, essa consente di valutare il livello di adeguatezza dell’organizzazione aziendale e di documentare l’effettiva capacità dell’impresa di prevenire e gestire le situazioni di rischio. Proprio il tema della certificazione degli assetti organizzativi assume oggi una rilevanza crescente anche sul piano del contenzioso societario e della responsabilità degli amministratori. Dimostrare di aver adottato procedure conformi agli standard riconosciuti può infatti costituire un elemento significativo nella valutazione della correttezza delle scelte gestionali. Tra le questioni che saranno approfondite nel corso del convegno vi è anche quella relativa alla gestione del rischio aziendale. Molte imprese italiane continuano ad affidare le proprie decisioni prevalentemente all’esperienza dell’imprenditore o del management, senza disporre di sistemi strutturati per identificare e monitorare le minacce che possono compromettere la continuità operativa.

Eppure il rischio d’impresa ha assunto oggi dimensioni sempre più articolate. Accanto ai tradizionali rischi economico-finanziari si collocano quelli informatici, normativi, reputazionali, ambientali e tecnologici. La capacità di mappare tali vulnerabilità e di predisporre adeguati sistemi di controllo rappresenta ormai una componente essenziale della moderna governance. In questo contesto acquista crescente importanza anche il controllo di gestione. Per anni considerato uno strumento destinato esclusivamente alle grandi aziende, esso si sta progressivamente affermando anche nelle Pmi come leva fondamentale per trasformare i dati economici in informazioni strategiche utili alle decisioni imprenditoriali. A rendere ancora più complesso lo scenario contribuisce l’Intelligenza artificiale. Le nuove tecnologie stanno modificando processi organizzativi, flussi decisionali e modalità di gestione delle informazioni. L’adozione dell’Ia non può tuttavia essere affrontata come una semplice innovazione tecnologica: essa richiede una revisione complessiva degli assetti organizzativi, delle responsabilità e dei sistemi di controllo interni.

Uno dei temi più attuali riguarda infatti il rapporto tra innovazione e governance. Le imprese devono interrogarsi non soltanto sulle opportunità offerte dall’Intelligenza artificiale, ma anche sui rischi che essa comporta sotto il profilo organizzativo, giuridico e reputazionale. Il convegno romano dedicherà inoltre particolare attenzione ai doveri dell’imprenditore individuale e collettivo, alla natura e alla funzione degli assetti organizzativi nel rapporto con la business judgment rule, nonché alle problematiche delle imprese mono-decisionali, temi che assumono una crescente rilevanza nell’ambito della responsabilità degli organi amministrativi. L’incontro vedrà la partecipazione di autorevoli esponenti del mondo forense, accademico e professionale. Dopo i saluti istituzionali del presidente del Consiglio dellOrdine degli avvocati di Roma, avvocato Alessandro Graziani, i lavori saranno introdotti e coordinati dall’Avv. Prof. Antonio Caiafa. Interverranno, tra gli altri, la dottoressa Marcella Caradonna, che affronterà il tema della certificazione Uni/PdR 167 nel contenzioso d’impresa, l’avvocato Andrea Caranci, il dottor Danilo Manni, lavvocato Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno – collaboratore di lungo corso de L’Opinione – e il dottor Fabio La Porta.

L’appuntamento si preannuncia come un’importante occasione di confronto tra professionisti, imprenditori e operatori del diritto su una materia destinata a incidere profondamente sul futuro delle imprese italiane. In un contesto economico caratterizzato da crescente complessità, la sfida non consiste più soltanto nel rispettare gli obblighi normativi, ma nel trasformare gli adeguati assetti organizzativi in uno strumento di crescita, trasparenza e competitività. La governance del futuro sarà sempre meno fondata sull’improvvisazione e sempre più sulla capacità di pianificare, monitorare e prevenire. È in questa direzione che si muovono il legislatore, gli organismi di certificazione e il mondo delle professioni. Ed è proprio questa nuova cultura della gestione consapevole dell’impresa che il convegno dell’Ordine degli avvocati di Roma si propone di analizzare e promuovere.


di Redazione