mercoledì 27 maggio 2026
Medicina a km 0
Le truffe agli anziani non sono soltanto reati. Sono ferite profonde che colpiscono persone fragili nella loro dimensione più intima: la fiducia. Dietro ogni telefonata del “finto carabiniere”, dietro ogni falso tecnico o sedicente amico di famiglia, c’è una strategia studiata per approfittare della solitudine, della paura e della vulnerabilità di uomini e donne spesso molto anziani, malati e soli.
È il tema al centro della puntata speciale in video di Medicina a Km 0 dedicata alle “truffe agli anziani” che si trova all’interno di questo articolo con tutte le dritte per riconoscere tanti tipi di truffe agli anziani e cosa fare in questi casi, un fenomeno sempre più diffuso e sofisticato, che oggi assume forme nuove e particolarmente crudeli: telefonate che annunciano falsi incidenti ai figli o ai nipoti, finti operatori di banca o compagnie telefoniche, persone che si introducono nelle abitazioni fingendosi tecnici, fino ai furti durante feste di comunione o celebrazioni religiose, dove gli anziani vengono avvicinati con sorrisi e abbracci da sconosciuti che si fingono amici di famiglia per sottrarre collane, portafogli o borse.
Un fenomeno che non colpisce soltanto il patrimonio economico delle vittime o i piccoli ricordi di famiglia, ma anche la loro serenità psicologica e il loro senso di dignità. Molti anziani, infatti, dopo aver subito una truffa si chiudono nel silenzio, si vergognano di raccontare quanto accaduto e spesso rinunciano perfino a denunciare, per paura di essere giudicati ingenui o incapaci.
Ne abbiamo discusso con tre ospiti provenienti da ambiti diversi ma complementari, chiamati a offrire una lettura sociale, psicologica, sanitaria e umana del problema. Tra loro Roberto Giuliano, sociologo, giornalista e scrittore, che ha analizzato il legame tra solitudine, isolamento sociale e vulnerabilità degli anziani in una società sempre più frammentata, dove spesso vengono meno le reti familiari e relazionali che un tempo rappresentavano una forma naturale di protezione.
È intervenuto poi il professor Gianluca Lisa, psichiatra di Sanremo, già primario presso la asl 1 imperiese che ha approfondito gli aspetti psicologici delle truffe, spiegando come paura, ansia e pressione emotiva possano alterare la capacità di valutazione anche in persone perfettamente lucide, seppur anziane. Le truffe moderne, infatti, si basano sempre meno sull’inganno “rozzo” e sempre più sulla manipolazione emotiva.
Ha portato invece la sua esperienza diretta sul campo il professor Alessandro Masella, già primario del pronto soccorso dell'ospedale di Civita Castellana e comproprietario della Casa di Riposo Flaminia Domus di Civita Castellana (VT) che quotidianamente si confronta con le fragilità degli anziani e con le paure delle famiglie chiamate a proteggerli. Un’attenzione particolare è stata dedicata anche al tema delle strutture residenziali e alle precauzioni che le famiglie possono adottare quando decidono di affidare un proprio caro a una casa di riposo: dalla verifica della qualità dell’assistenza alla necessità di mantenere vivo il rapporto umano e affettivo con l’anziano.
La puntata ha affrontato il problema non soltanto dal punto di vista della cronaca o della sicurezza, ma soprattutto da quello umano e sociale. Perché dietro ogni truffa c’è quasi sempre una persona sola che cerca ascolto, fiducia e attenzione. Ed è proprio lì che i truffatori riescono a entrare. Accanto all’analisi del fenomeno, non sono mancati consigli pratici per difendersi: chiamare il 112, non aprire mai agli sconosciuti, non fidarsi di telefonate che chiedono denaro urgente, non rispondere SI al telefono alle domande che vengono poste, verificare sempre l’identità di chi si presenta alla porta e soprattutto parlare, denunciare, chiedere aiuto senza vergogna. Perché la vergogna protegge i truffatori e questi non avvicinano persone stupide, ma colpiscono persone sole e vulnerabili.
di Vanessa Seffer