L’eredità dei visionari: Salvatore Matarrese (Video)

lunedì 23 marzo 2026


C’è una Bari che pulsa sotto l’asfalto, fatta di cemento armato, sogni internazionali e una storia familiare che si intreccia indissolubilmente con quella dell’Italia del fare. In un’intervista esclusiva per L’Opinione, l’ingegner Salvatore Matarrese apre il suo cuore e i suoi archivi personali, tracciando un ponte tra un passato glorioso e le sfide del mercato edilizio globale. ​Non è solo il racconto di un’impresa; è la saga di una dinastia che ha trasformato il paesaggio urbano e sportivo del Paese.

​DALLE RADICI ALLA STORIA: IL NONNO SALVATORE E LA SFIDA AFRICANA

​Tutto ha inizio con il patriarca, Salvatore Matarrese. L’ingegnere ricorda con orgoglio le gesta del nonno, un uomo capace di proiettare l'ingegno pugliese ben oltre i confini nazionali. ​Il punto più alto di questa epopea fu la costruzione della grande diga in Africa per conto degli inglesi. Un’opera imponente, realizzata in contesti estremi, che sancì il passaggio della Matarrese da realtà locale a player internazionale. “Era un’edilizia di frontiera ˗ riflette Salvatore ˗ dove la tecnica doveva sposarsi con una logica del coraggio che oggi sembra dimenticata”.

L’intervista si addentra poi nei legami profondi che hanno segnato la vita dell'ingegnere: ​Michele Matarrese, il padre, la colonna portante, colui che ha trasmesso il rigore tecnico e la visione imprenditoriale; ​Vincenzo Matarrese, lo storico presidente del Bari Calcio. Salvatore ne ricorda la passione travolgente e la capacità di sognare in grande per la sua città. E ​Antonio (Tonino) Matarrese: il volto della famiglia ai vertici del calcio italiano e internazionale (Fifa, Uefa). Un uomo capace di sedersi ai tavoli che contano, portando sempre con sé il marchio di fabbrica della concretezza pugliese.

ASCLEPIOS: IL MIRACOLO DI PIETRA E SALUTE

​Uno dei passaggi più toccanti riguarda la realizzazione di Asclepios, l’opera architettonica d’avanguardia nel complesso del Policlinico di Bari. Salvatore descrive questa realizzazione come il frutto di un’intesa magica e sinergica: quella tra lo zio Vincenzo Matarrese e l’architetto Arturo Cucciolla. “"Asclepios non è solo un ospedale; è la dimostrazione che l'edilizia sanitaria può avere un'anima, unendo funzionalità estrema e bellezza estetica” spiega l’ingegnere. Un’eredità che resta a disposizione della comunità come simbolo di eccellenza.

​LA FERITA APERTA: IL FANTASMA DI PUNTA PEROTTI

​Non mancano i momenti di riflessione amara. La voce di Salvatore Matarrese si fa densa quando si parla di Punta Perotti. Il tragico abbattimento di quello che doveva essere un complesso residenziale d’élite rimane una ferita per la famiglia e per la città. “Cosa poteva essere Bari con quella realizzazione?” si chiede l’ingegnere.

Al di là delle controversie legali e mediatiche, resta il rimpianto per un’opera imponente che avrebbe potuto ridisegnare lo skyline costiero, proiettando la città verso una modernità architettonica di respiro europeo, poi negata dalla polvere delle demolizioni. ​Ma Salvatore Matarrese non guarda solo indietro.

L’intervista si chiude con una visione lucida sul futuro dell’edilizia. ​Etica della costruzione: rimettere al centro l’uomo e lo spazio sociale. L’edilizia pugliese ha le competenze per dominare i mercati esteri, a patto di mantenere quella curiosità intellettuale che spinse suo nonno a sfidare i deserti africani.


di Alessandro Cucciolla