Cateno De Luca lancia la carica dei sindaci di centrodestra

mercoledì 28 ottobre 2026


I sindaci di centrodestra sono pronti a varare la lista unica. Lo annuncia Cateno De Luca, sindaco di Taormina (Messina) e fondatore del movimento Sud chiama Nord. Il primo cittadino punta a lanciare una “forza nazionale”, capace di federare civici, autonomisti, liberali e moderati, sfondare la soglia di sbarramento e portare nuovi consensi alla coalizione della premier. Che sia una risposta a Roberto Vannacci lo negano tutti, a cominciare dallo stesso sindaco di Taormina, che nei giorni scorsi non aveva risparmiato una stoccata al “partito dei cazzari” del generale. Gli organizzatori la chiamano la “primavera della prima squadra”. La tre giorni di convention all’Hotel Massimo d’Azeglio di Roma raduna sullo stesso palco tre fondatori di Fratelli d’Italia, con Ignazio La Russa, Guido Crosetto e Giorgia Meloni (attesa domani) ad alternarsi per tenere a battesimo il nuovo progetto. Insieme a loro, anche Francesco Lollobrigida. Con la premier “ci sentiamo”, assicura De Luca, ostentando sicurezza anche sul possibile voto anticipato: “Abbiamo le lanterne accese e la cintura ai fianchi. Quando vogliono votare, noi siamo già avanti”. L’intesa formale con Sindaci d’Italia – guidati da Ernesto Magorno – è attesa a giorni, a costo di ricorrere a “sedute spiritiche” per trovare “la sintesi”. Le porte sono invece chiuse a doppia mandata al rivale centrista Alessandro Onorato e al suo progetto civico nel centrosinistra, liquidato come “un’operazione fatta in provetta, un surrogato costruito nei salotti romani”.

Il duo De Luca-Magorno guarda già ben oltre il Mezzogiorno, con il presidente della provincia di Mantova, Carlo Bottani, pronto a un ruolo di primo piano in Sindaci d’Italia. La prova, rivendica Magorno, che “non è un’operazione di palazzo”. Maxischermo alle spalle e sala gremita di amministratori, De Luca sfodera il suo repertorio istrionico: proietta il video del tuffo con cui nel 2019 inaugura una piscina a Messina e ironizza sul sindaco di New York Zohran Mamdani: “Mi ha imitato. Io ero folkloristico, lui invece…”. “Cateno, tu fai parte di questa squadra”, gli dà il benvenuto La Russa, pungendo poi le opposizioni: “Mentre altri litigano, si dividono, si frastagliano, noi ci allarghiamo senza fare campi”. Nessuna manovra anti-Futuro nazionale: “Quando De Luca faceva Sud chiama Nord, Vannacci non lo conoscevate nemmeno”, risponde ai cronisti. Dagli alleati arriva il sostegno di Gilberto Pichetto Fratin – che del primo cittadino di Taormina apprezza il “realismo notevole” – poi quello di Matteo Piantedosi che lo promuove ad “amministratore di serie A”. Ma l’abbraccio romano si ferma ai confini della Sicilia: “Ho le mani libere. Non ho nulla a che fare con Schifani e con quel centrodestra”, rivendica De Luca, forte degli oltre 550mila voti raccolti alle Regionali del 2022, tenendo aperta la partita per la Presidenza della Regione. “L’accordo è nazionale e in Sicilia andremo avanti per la nostra strada”, avverte. La Russa, per ora, prende tempo. Dalla kermesse passa anche Luigi Marattin. Una presenza che lascia intravedere i contorni di una possibile lista unica anche con Partito liberaldemocratico, Noi moderati e Italia dei valori: i contatti proseguono a Montecitorio, dove Giovanni Donzelli pranza con Alessandro Colucci di Nm, Ignazio Messina di Idv e Antonio Di Pietro. Due partite distinte, ma con gli stessi interlocutori: l’aggregazione delle sigle moderate e civiche nel centrodestra e l’autocandidatura dell’ex pm al Csm. Da vincere, però, ci sarebbe il doppio altolà di Forza Italia.


di Manlio Fusani