Verso un nuovo paradigma per la Difesa europea

martedì 20 ottobre 2026


Lo scorso 14 ottobre, nella cornice della Sala Spinelli del Parlamento Europeo a Bruxelles, si è svolta la tavola rotonda strategica “Brussels Dialogues”, dedicata al tema del nuovo paradigma della Sicurezza e Difesa dell’Unione europea. L’iniziativa, promossa dal centro studi Dynames insieme a Form&Atp e alla Scuola di Giornalismo Luiss, con il patrocinio della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (Ferpi), è stata ospitata dall’Onorevole Elena Donazzan, vicepresidente della Commissione per l’Industria, la Ricerca e l’Energia e membro della Commissione Sicurezza e Difesa.

L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni politiche e militari europee e nazionali, esponenti dell’industria, professionisti dell’informazione, del mondo della formazione e giovani laureati per un confronto aperto e informale condotto secondo la Chatham House Rule. Il dibattito si è inserito nel solco del progetto “Cultura della Difesa”, ideato per promuovere una visione integrata della sicurezza nazionale ed europea attraverso il raccordo tra comunicazione, geopolitica e formazione strategica. Il punto di partenza dei lavori ha riguardato la profonda trasformazione del contesto geopolitico continentale e globale.

Sebbene l’integrazione sovranazionale abbia garantito decenni di pace, il riaffiorare di conflitti a ridosso dei confini europei ha dimostrato come l’uso della forza rimanga una variabile concreta nelle dinamiche internazionali. Di fronte a uno scenario caratterizzato da minacce ibride, disinformazione, operazioni cognitive e pervasività della componente elettromagnetica, la distinzione tra tempo di pace e tempo di guerra appare sempre più sfumata, imponendo un rafforzamento concreto delle capacità di deterrenza dell’Unione europea. In questa prospettiva, la discussione ha toccato tre direttrici fondamentali: la prontezza operativa delle forze armate, la costruzione della fiducia nei confronti delle scelte strategiche e la creazione di un ecosistema industriale e istituzionale efficiente.

I partecipanti hanno evidenziato la necessità di superare la frammentazione industriale che penalizza il comparto della difesa europea, accelerando il ripristino delle scorte e lo sviluppo di tecnologie avanzate, come le Nine Priority Capabilities Areas individuate dal Consiglio europeo, in stretta sinergia con la Nato. Tuttavia, l’aspetto centrale emerso dai Brussels Dialogues risiede nella dimensione sociale e democratica della difesa, sintetizzata nell’approccio “whole-of-society”. Come evidenziato nelle premesse dell’incontro a cura di Vincenzo D’Anna, la resilienza di un sistema non può essere delegata esclusivamente agli apparati militari o alle istituzioni pubbliche, ma richiede il coinvolgimento attivo della società civile, del mondo della ricerca, dell’industria e del settore dell’informazione. La comunicazione e le relazioni pubbliche si configurano così come vere e proprie infrastrutture immateriali, indispensabili per facilitare la comprensione di dinamiche complesse, prevenire la polarizzazione causata dalle campagne di disinformazione estere e costruire un consenso informato attorno alle decisioni di lungo termine.

In conclusione, i lavori hanno sottolineato l’urgenza di superare definitivamente la storica ed equivoca contrapposizione tra “burro o cannoni”. Gli investimenti nel settore della sicurezza non rappresentano un’alternativa allo sviluppo sociale ed economico, bensì la precondizione essenziale per la tutela dello Stato di diritto, della libertà, dei valori democratici e del modello di vita europeo.


di Domenico Letizia