Legge elettorale, domani è una giornata decisiva

mercoledì 7 ottobre 2026


“Tranquilla sulla legge elettorale? Lo sono sempre”. È la replica di Giorgia Meloni al termine del Med9 a Spalato, a chi ha sondato lo stato d’animo della premier in vista del voto finale sulla riforma elettorale in programma domani alla Camera. Intanto, il Governo, dopo avere incassato ieri le prime due fiducie – con 226 e 227 sì – sulla riforma di voto ha dato un’altra prova di compattezza. Oggi l’Aula della Camera ha approvato, con 228 voti a favore e 144 contrari, la fiducia posta dal Governo sull’articolo 3 della legge elettorale (l’ultima). Tre gli astenuti. L’articolo in questione, così come approvato dal Senato, ridisegna alcuni collegi dell’Alto Adige, ovvero Merano, Bressanone e Bolzano. In seguito, la Camera ha approvato, con 214 sì e nessun contrario, l’articolo 8 della legge elettorale, su cui il Governo non aveva posto la fiducia. L’articolo in questione estende il diritto di voto ai fuori sede ai caregiver familiari. Le opposizioni si sono astenute. Dopo il terzo voto di fiducia sulla legge elettorale, Tommaso Foti ha lasciato Montecitorio tirando un sospiro di sollievo.

“Eventuali rilievi di costituzionalità – ha detto ministro per gli Affari europei il Pnrr e la Coesione – lasciamoli decidere alla Corte costituzionale se qualcuno andrà” alla Consulta. “Io penso che non vi sia alcun vizio di illegittimità costituzionale”, aggiunge e a chi gli obietta che le opposizioni dicono il contrario, Foti risponde: “Ci mancherebbe che l’opposizione dica di sì, ma secondo me domani qualcuno dell’opposizione vota”. A suo avviso, “i capilista bloccati non escludono” le donne, “anzi, io penso che chi ha meritato e chi vale giustamente debba essere premiato. Dopodiché, per quanto mi riguarda, io sono sempre stato eletto a preferenze e voglio andare a preferenze”. Interpellato dai cronisti fuori da Montecitorio, Foti ha ostentato sicurezza. Sul voto segreto di domani, previsto per l’ok finale alla riforma “perché dovremmo avere paura? Vedrete – sottolinea – che la legge sarà approvata con largo margine a voto segreto e gli italiani finalmente potranno avere la garanzia che la coalizione che prende un voto in più avrà una maggioranza, e potranno dopo 35 anni scegliersi gli eletti, indicando la preferenza”. A chi gli chiede se ci siano stati, come da resoconti di stampa, controlli militari durante i voti di fiducia per blindare la maggioranza, l’esponente di Fratelli d’Italia risponde con una battuta: “Hanno chiesto un consiglio personale a Putin per saper controllare meglio il voto”.


di Manlio Fusani