Legge elettorale, Ciriani: “La maggioranza dimostri di esserci”

giovedì 1 ottobre 2026


Luca Ciriani chiama invoca un rigoroso impegno della maggioranza sulla legge elettorale. “È il momento della massima responsabilità, dopo l’incidente di luglio sulle preferenze, a dimostrare che c’è e va avanti”. Lo afferma il ministro per i Rapporti con il Parlamento in un’intervista al Corriere della Sera, nel giorno in cui la legge elettorale inizia l’ultimo passaggio alla Camera. Sui voti della maggioranza, assicura, ci sarà “massima vigilanza”. Ciriani invita tutti i parlamentari della maggioranza a essere presenti in Aula, ma esclude controlli sul voto: “Poi ogni parlamentare, eletto, farà i conti con la propria coscienza”. Se la legge non dovesse passare, avverte, “conseguenze ci sarebbero di sicuro. Serie e importanti”. Il ministro riconosce i malumori legati alla prospettiva di una mancata ricandidatura, ma sostiene che siano fisiologici nella fase finale della legislatura. “La paura dei parlamentari di una non riconferma è normale nelle ultime fasi di una legislatura. È fisiologica con qualsiasi legge elettorale. Ci sono partiti che crescono altri che hanno un calo. Ma di fronte alle perplessità comprensibili del singolo, dobbiamo pensare al bene dell’Italia: questa legge è importante perché dona stabilità. Ci siamo lasciati alle spalle quanto accaduto a luglio”. Sui dubbi di costituzionalità della legge elettorale, il ministro afferma che “rispetto al testo base ci sono stati vari cambiamenti per andare incontro alle obiezioni di costituzionalità”. Sul premio di maggioranza sottolinea: “È stato molto limato. E, a differenza di ciò che sento dire dall’opposizione, la futura maggioranza da sola non potrà modificare gli equilibri e gli assetti costituzionali. Siamo piuttosto sicuri della bontà della legge”. “Poi sento molti dell’opposizione che danno per scontato l’intervento della Corte costituzionale, anche se non so su che basi facciano le loro affermazioni”.

Per il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, “approvare questa legge elettorale significa garantire stabilità e governabilità a chiunque vincerà le prossime elezioni. È un atto di responsabilità nei confronti dei cittadini, che l’opposizione dovrebbe capire e condividere. E con la reintroduzione delle preferenze, battaglia di Noi Moderati da sempre, viene garantita anche la rappresentatività: finalmente ai cittadini verrà restituito il potere di scegliere realmente i propri parlamentari”. Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, ospite di Start su Sky Tg 24, si augura che “la legislatura vada fino in fondo. Un anno di legislatura è importante per il centrodestra perché può continuare a creare delle bandiere, che siano riconoscibili per i cittadini. L’abolizione del bollo auto, che anche io chiedevo nei mesi passati, è una prima bandiera e mi auguro che in legge di Bilancio venga fatta per tutti”. Per il governatore, “questa legge elettorale è coraggiosa, dimostra di non aver paura dei populismi, mi auguro che sia così anche quando si dovranno fare le alleanze”. A suo avviso, “questa legge elettorale dà cittadinanza politica, com’è giusto che sia, anche a Roberto Vannacci in Parlamento. Se rimanesse la vecchia legge, dal momento che Vannacci presumibilmente non sarebbe in condizione di vincere nemmeno un collegio uninominale non avrebbe nemmeno un seggio, nemmeno nel proporzionale”.

Frattanto, la maggioranza supera il primo scoglio sulla legge elettorale. L’Aula della Camera ha rigettato con 229 voti contrari e 151 a favore le pregiudiziali di costituzionalità. Il voto è stato segreto. Il voto finale sulla legge elettorale in Aula alla Camera si terrà giovedì 8 ottobre con dichiarazioni di voto dalle 10.30 e voto finale alle 12.30 con diretta Rai. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. La questione di fiducia sarà posta lunedì 5 ottobre alle 14 sui primi tre articoli. Martedì 6 ci sarà la chiama degli articoli 1 e 2. Mercoledì 7, dalle 9, la votazione con fiducia dell’articolo 3. Al termine, fino alle 13.30, si terranno le votazioni sull’articolo 8, sul voto fuorisede dei caregiver, senza fiducia. Dalle 16.15 alle 20 ci sarà l’esame degli ordini del giorno. Giovedì 8 è previsto il voto finale. Della maggioranza sono sette i deputati che non hanno partecipato oggi al voto sulle pregiudiziali di costituzionalità presentate alla legge elettorale: Roberto Traversi (Fratelli d’Italia), Rita Della Chiesa (Forza Italia), quattro deputati della Lega (Antonio Angelucci, Stefano Candiani, Virginio Caparvi, Giulio Centenaro) e Franco Tirelli (Noi moderati). È quanto emerge dall’analisi dei tabulati del voto. Sempre della maggioranza risultavano in missioni tre deputati, la premier Giorgia Meloni per Fratelli d’Italia, il ministro Gilberto Pichetto Fratin di Forza Italia e il leghista Dario Giagoni.


di Manlio Fusani