martedì 22 settembre 2026
En Passant
Sabato 19 settembre la trasmissione del celebre e celebrato Massimo Gramellini ha ospitato la consueta partecipazione del professor Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte costituzionale, il guru dell’azionismo giuridico. Gramellini, che conduce “In altre parole” con sobrietà ed equilibrio, distribuendo gli interventi e gli ospiti in modo da far apparire pluralistico (si dice così) il quadro delle opinioni presentate, ha interpellato Zagrebelsky sulle dichiarazioni della segretaria dei giovani del partito democratico, che preconizzava a gran voce la loro diserzione se l’Italia fosse entrata in guerra, in generale ma pure in particolare riguardo all’Ucraina.
L’illustre giurista ha riversato in diretta all’attenzione dei presenti e dei telespettatori un garbuglio di considerazioni bizzarre ed esegesi astruse sui concetti di disertore e di obiettore di coscienza, fino ad una strana equiparazione, così sembrerebbe, dei due concetti sotto particolari profili dei significati che veniva sciorinando. Tutto l’intervento di Zagrebelsky ha dato l’impressione di un tentativo imperfetto e di un’originalità sforzata nel rifondare il senso di quei concetti. Ne risultava una sorta di personalizzazione semantica del significato invece univoco dei due termini.
Fino al paradosso di confermare implicitamente il titolo del programma, “In altre parole”, del compiaciuto Gramellini, un super esperto di vocaboli che proprio stavolta avrebbe dovuto parlare, senza mostrare quel “metus reverentialis” che sembra coglierlo quando ogni settimana dà la parola all’eminente giurista.
di Pietro Di Muccio de Quattro