L’affermazione di AfD e la tragedia della sinistra in Italia

martedì 8 settembre 2026


L’abbiamo ormai letto e sentito tutti: in un territorio federato nella Repubblica Federale di Germania, la Sassonia-Anhalt, il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (Afd) ha raggiunto quasi il 44 per cento dei suffragi. Il capataz locale ha, nei discorsi, accenti che ricordano quelli del “zio Adolfo” di un tempo. La presidente nazionale, Alice Elisabeth Weidel, è una lesbica dichiarata quanto e più di Elly Schlein da noi. Del resto, una presenza di omosessuali vi fu anche tra i gerarchi nazionalsocialisti.

La cosa, nella Germania, è forse meno tragica di quanto sembra, perché i sondaggi, a livello federale, danno il voto a quel partito raggiungere attorno al 20 per cento e non di più. La vera tragedia è qui da noi, per la sinistra italiana. Mentre il governo di Giorgia Meloni ha superato il traguardo di quello più longevo, dal secondo dopoguerra del XX secolo dell’era volgare, con una compiuta politica conservatrice, senza le abiure sul passato della Presente del Consiglio, così ridicole in Gianfranco Fini, la sinistra vorrebbe, alle prossime elezioni, candidarsi all’alternativa senza un programma. Quando si scende al concreto, infatti, all’interno del partito democratico e tra questo e i “cinque stelle”, Verdi e di sinistra, Matteo Renzi e compagnia cantante, non ci sono idee in comune.

Quel risultato sassone dà loro la scappatoia della grancassa antifascista. Il fantasma nazifascista che si aggira per l’Europa. Il vuoto riempito dal nulla. Giorgia Meloni cita, qualche volta, il conservatorismo di Giuseppe Prezzolini; si spera che gli italiani siano finalmente diventati quelli i quali non la bevano.


di Riccardo Scarpa