lunedì 24 agosto 2026
È già passato un anno da quando Enrico Morbelli è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari, dei suoi amici, degli ex colleghi giornalisti, ai piemontesi a Roma e alla grande famiglia della Scuola di liberalismo.
Enrico aveva fondato la Scuola nel 1988, per “poter fare domande come voglio io” soleva rispondere a chi gli chiedesse com’era nata la scuola.
Il liberalismo è un metodo, ed uno dei modi migliori per capire le cose ed interpretare il mondo è fare domande, e lui, con le sue, e dando anche la possibilità a migliaia di studenti che l’hanno frequentata di fare le proprie a centinaia di docenti, ha forse contribuito più di tanti Think tank, fondazioni e convegni ad alimentare il dibattito sul liberalismo. In ogni stagione. Quando c’era ancora il muro di Berlino e quindi essere liberale e occuparsi di liberalismo non era di moda, quando divenne improvvisamente molto chic dirsi liberale e quando poi, superata la speranza della rivoluzione liberale di massa, il liberalismo tornò in sordina tra i temi politici, per non dire di oggi, quando il neo-turbo-selvaggio liberalismo-liberismo (chi più ne ha più ne metta) sembra vivere una fase di nuovo poco favorevole, e le idee liberali sono osteggiate apertamente da tutti quelli che sono bravissimi a spendere i soldi degli altri, per redistribuire benessere, prosperità, per sconfiggere la povertà, purché, verrebbe da rammentare loro, i soldi degli altri non finiscano, o non ci sarà più nulla promettere.
Grazie ad Enrico Morbelli a molti giovani (e meno giovani) questo monito sulla libertà liberale anche dall’eccessivo prelievo pubblico è diventato ben chiaro. Uno dei capisaldi del pensiero liberale è che non esistono i soldi pubblici ma solo quelli prelevati dalle tasche dei contribuenti.
Per questo e molto altro ancora, Enrico Morbelli, ha svolto un’opera di divulgazione di massa del pensiero liberale in questo paese, di portata enorme. Sino al momento del Covid le Scuole si tenevano tutte in presenza, in lungo ed in largo in tutto lo stivale, poi riuniti insieme online, grazie alle norme liberticide che abbiamo dovuto subire. Tanti posti, tante persone hanno contribuito a seminare il verbo liberale per il tramite della Scuola, tanto da arrivare ad essere anche copiata, imitata, ma nessun’altra Scuola ha avuto l’ingrediente fondamentale, la verve e la presenza energica ed energetica di Enrico a dirigerla.
Se ci fosse da qualche parte una hall of fame dei liberali nostrani, Enrico Morbelli meriterebbe un posto d’onore, e forse qualche politico locale potrebbe pensare anche di intitolargli una via, una piazza, la meriterebbe al pari di altri, se non più di altri.
Dal canto nostro, noi tutti che abbiamo fatto la Scuola di Liberalismo, continueremo a dare la possibilità a nuove generazioni di studenti della Scuola di fare domande e di apprendere il metodo liberale. Non una dottrina politica, come lo sono certi “ismi”.
Dal 2026 la Scuola è stata intitolata ad Enrico Morbelli, e forse da allora il peso dell’eredità di fare qualcosa che gli sarebbe piaciuta la sentiamo molto forte, ma non dimentichiamo la ricetta, vincente, che ci ha insegnato. “La scuola è come un picnic, ognuno porta qualcosa, speriamo che non sia solo tutto dolce, e che qualcuno si ricordi del vino”.
Diffidare delle imitazioni…
Ciao Enrico
di Elvira Cerritelli