In politica si vince o si perde, Tertium non datur

mercoledì 5 agosto 2026


Futuro nazionale, la formazione politica fondata dal generale Roberto Vannacci, parrebbe avere il vento in poppa. La crescita continua viene testimoniata da tutti i sondaggi. Ovviamente, stanno godendo le penne rosse, al servizio permanente ed effettivo delle opposizioni. Perché in larga parte il nuovo partito drena voti alla coalizione di centrodestra. È però un fatto che Vannacci abbia saputo interpretare il sentiment di tanti elettori di centrodestra delusi da politiche tolleranti con una nomenklatura europea non certo amica dell’Italia. Diverso è invece il discorso inerente al contrasto dell’immigrazione clandestina e irregolare. L’Esecutivo, nella fattispecie, si è dovuto scontrare con certa magistratura e da norme comunitarie che hanno cercato in tutti i modi di ostacolare il Governo nel tentativo di gestire in maniera ordinata i flussi degli immigrati. I recenti fatti di Ceuta, forse, contribuiranno a far rivedere le politiche europee sulla gestione dei flussi migratori. Capiremo meglio, dopo la riunione che si è tenuta da remoto dei ministri degli Interni dell’Unione europea, quali saranno state le scelte condivise dai responsabili della sicurezza nei rispettivi Paesi. Se si troverà un serio accordo tra i Paesi membri dell’Unione si potrà disinnescare la “bomba Vannacci”. Ciò nonostante, continuo a pensare che un accordo con l’ex generale sia necessario per vincere le elezioni del 2027.

Il centrodestra non si deve illudere del fatto che la “classe dirigente” della nuova “gioiosa macchina da guerra” non sia all’altezza di governare il Paese. Il voto a sinistra è sempre stato dogmatico mentre quello al centrodestra è di opinione. L’elettorato conservatore esprime il proprio voto politico sulla base del programma di Governo e sui risultati conseguiti. E credo non abbia problemi, se la coalizione di Governo venga allargata alla nuova formazione politica a destra dell’alleanza. Il presidente Silvio Berlusconi ebbe l’intelligenza politica di includere una formazione politica come quella di Alleanza nazionale che era per convenzione fuori dal cosiddetto “arco costituzionale”. Per poter fare il bene della nazione bisogna prima di tutto vincere! La sinistra, l’ultrasinistra, gli scapigliati dei cinque stelle e il cespuglio di Italia viva non si faranno scrupoli nell’imbarcare nel cosiddetto campo largo chiunque possa concorrere a non far vincere il centrodestra! Pur di raggiungere l’obiettivo “della non vittoria” di bersaniana memoria, le opposizioni si costituiranno in un’armata Brancaleone non per prevalere, non hanno speranza, ma con il fine ultimo di non consentire alla coalizione di centrodestra una vittoria che gli permetterebbe non solo di governare per due legislature di seguito ma anche di eleggere finalmente una personalità non di sinistra o cattocomunista alla massima carica dello Stato. Torna utile ricordare che nella cosiddetta Seconda Repubblica al Quirinale sono stati eletti: Un cattolico di sinistra come Oscar Luigi Scalfaro – artefice della caduta del primo Governo Berlusconi – il postcomunista Giorgio Napolitano – nemico giurato di Berlusconi – e l’attuale presidente Sergio Mattarella. Se prevarranno le questioni di principio sul pragmatismo politico, il centrodestra rischia di ritrovarsi di nuovo un “Governo tecnico” e un nuovo presidente della Repubblica di sinistra e nuovi “governi tecnici” a trazione sinistrorsa!


di Antonio Giuseppe Di Natale