mercoledì 29 luglio 2026
En Passant
Stone Cloak o Mantello di pietra è un aggeggio elettronico come un tablet, che protegge, copre per l’appunto, i droni dalle intercettazioni nemiche, impedendone l’abbattimento. Nell’attuale tempo delle guerre con droni costituisce perciò un sistema di attacco efficacissimo, messo a punto dai britannici. Ebbene, il nuovo primo ministro Burnham, fresco d’insediamento, quale capo di Stato estero riceve per primo? Zelensky. E che gli regala subito? Il Mantello di pietra.
Consideriamo bene un fatto e raffrontiamolo con le cose di casa nostra. Il premier Burnham è stato accolto positivamente, con maggiore o minor fervore, dal Campo largo in quanto spostava a sinistra l’asse del governo (vecchia locuzione italiota novecentesca), essendo un laburista più laburista del presto dimenticato Starmer. In effetti, guardando alla politica interna, le idee del premier inglese sono caratterizzate da accentuate venature di socialismo e progressismo. Ma, ecco il punto, quando si tratta di menar le mani in difesa della libertà e dell’indipendenza, il popolo britannico non si tira mai indietro. Dall’inizio della vigliacca invasione di Putin, i governi conservatori e i governi laburisti succedutisi a Downing Street stanno indistintamente e fermamente dalla stessa parte di politica estera, cioè dalla parte dell’Ucraina aggredita e contro la Russia che da quattro anni persevera nell’aggressione.
Lo schieramento delle forze parlamentari italiane non è altrettanto solido. Neppure la stessa maggioranza, sebbene il governo, Meloni in primis, sia determinato nel sostenere Zelensky mentre la Lega vota, obtorto collo, gli aiuti all’Ucraina dichiarando in pubblico il contrario. I tre maggiori partiti dell’opposizione occupano tre posizioni distinte: Conte è attestato sul no; Bonelli&Fratoianni insistono sulla diplomazia aborrita da Putin; Schlein opta per il sì, galleggiando sugli alleati, non stringendoli a sé. In Parlamento accade che le risoluzioni per impegnare il governo siano una diversa dall’altra e dentro si trovi un po’ di tutto, fuorché la risoluzione di una nazione unita di fronte al dramma della guerra in atto ai confini dell’Europa, adesso suolo patrio.
Mentre tutt’intorno la guerra divampa o serpeggia, nel garbuglio delle relazioni strategiche l’Italia non sta “come torre ferma che non crolla” ma come ballerina incline a qualche giro di valzer sugli spartiti del passato.
di Pietro Di Muccio de Quattro