giovedì 16 luglio 2026
La Camera ha detto sì. Lo “Stabilicum” ora passa al Senato. Con voto segreto, l’Aula ha approvato la riforma della nuova legge elettorale con 217 voti favorevoli, 152 contrari e 2 astenuti. Subito dopo il voto si è registrata l’esultanza del centrodestra. I deputati di maggioranza si sono alzati in piedi applaudendo e alcuni di loro si sono stretti la mano in segno di soddisfazione. L’Aula si era riempita a ridosso del voto finale. Erano presenti anche diversi ministri: da Giancarlo Giorgetti a Francesco Lollobrigida, da Eugenia Roccella a Maria Elisabetta Alberti Casellati, da Carlo Nordio a Luca Ciriani. A presiedere l’Assemblea è stato il presidente di Montecitorio Lorenzo Fontana. La riforma della legge elettorale voluta dal centrodestra prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato (fino a un tetto di 220 eletti alla Camera e 113 al Senato) alla coalizione che abbia ottenuto almeno il 42 per cento dei consensi. Ma sono previste anche delle soglie di sbarramento e le liste bloccate.
“Avete segnato un colpo e avete fatto bene a festeggiare come aveste vinto i mondiali per aver impedito agli italiani di esprimere le preferenze: è una vittoria vostra e ve la lascio tutta: almeno riuscirete a essere eletti nelle vostre liste bloccate e a prendere in giro ancora una volta gli italiani”. Lo ha detto il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli intervenendo in Aula alla Camera nell’ambito delle dichiarazioni di voto. Le sue parole hanno determinato le dure proteste de delle opposizioni. “Capisco che la verità vi turbi ma non siete sempre nella redazione unica dei vostri giornali. Fratelli d’Italia – ha attaccato – avrebbe votato anche i vostri emendamenti sulle vostre preferenze li avete ritirati vigliaccamente: vergognatevi, se aveste avuto il coraggio di difendere le preferenze avreste portato le preferenze in Aula e sarebbero passate”.
Matteo Salvini non ha rilasciato dichiarazioni sulla riforma del voto. “Di legge elettorale non ho niente da dire”, ha detto. “Tema non pervenuto. È più lontano della fisica quantistica”. Il vicepremier e leader leghista ha annunciato in anticipo ai cronisti che lo attendevano al punto stampa allestito nel porto di Bari che non avrebbe risposto a domande sulla legge elettorale. Alla domanda sulle fibrillazioni interne alla maggioranza ha risposto ironizzando: “Fa caldo, bisogna alzare l’aria condizionata” e sulla ipotesi di un rimpasto di governo, ha detto: “Non leggo ipotesi e retroscena”.
Secondo il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, “il grande consenso con cui la Camera dei deputati ha approvato, a scrutinio segreto, la proposta di riforma della legge elettorale rappresenta un primo passo per garantire all’Italia governi stabili, in grado di portare a termine il mandato ricevuto dagli elettori. L’obiettivo è chiaro: fare in modo che chi vince le elezioni possa governare per l’intera legislatura, nel pieno rispetto della volontà popolare”. Foti, ha commentato in una nota l’approvazione alla Camera della riforma sulla legge elettorale. “A sinistra, invece, pur di ostacolare questo percorso, si continua a difendere un sistema che ha prodotto instabilità, governi nati nei palazzi e maggioranze costruite dopo il voto. Ancora più grave è aver esultato per la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze, scegliendo di impedire agli italiani di indicare direttamente i propri rappresentanti in Parlamento. L’emendamento a favore delle preferenze delle opposizioni non l’abbiamo mai visto presentare, una vergogna per chi a parole diceva di volerle. Il Governo Meloni, invece, continuerà con determinazione il percorso di riforme necessario per rendere la Nazione più forte, autorevole e competitiva, mantenendo gli impegni assunti con gli italiani”.
Per Antonio Tajani, “l’importante è aver raggiunto l’obiettivo in tempi rapidi e discuteremo nel caso ci dovessero essere idee diverse anche al Senato. Ne parleremo”. Il vicepremier e segretario forzista ha parlato della legge elettorale a margine di un’iniziativa nel Ferrarese. “L’importante è che questo paese abbia una legge elettorale che garantisca stabilità. Quest’ultima favorisce investimenti e pianificazioni da parte delle imprese. In questo modo, il giorno dopo le elezioni, si saprà chi ha vinto e chi ha perso; quindi, si eviteranno giochi di palazzo che non rispondono alle volontà degli elettori”.
Per Maurizio Lupi, “l’approvazione della legge elettorale alla Camera è un passaggio importante verso un sistema in grado di dare stabilità e governabilità al Paese. Il voto di oggi conferma che la maggioranza è compatta e che si può avviare una riflessione sul voto contrario all’emendamento sulle preferenze, che ripresenteremo al Senato, con la consapevolezza che tutto il centrodestra intende proseguire la legislatura senza galleggiare o rimanere impantanato in una palude, come ha detto giustamente Giorgia Meloni”. Il presidente di Noi moderati guarda avanti. “Abbiamo davanti un anno importante, in una situazione internazionale molto delicata, che dovremo sfruttare per realizzare altre riforme in favore dei cittadini, delle famiglie e delle imprese, a partire dalla riduzione delle tasse per i giovani. Non servono verifiche come quelle della Prima Repubblica, ma incontri e confronti per decidere quali sono le priorità per completare il cambiamento e la modernizzazione dell’Italia”.
Sul fronte opposto, si è registrato l’attacco della segretaria del Pd Elly Schlein. “È Giorgia Meloni che non ci ha messo la faccia sull’emendamento sulle preferenze. Siete andati sotto di un voto e lei non era qui a votare. Le opposizioni invece sono state unite in questa battaglia. Agli italiani ci penseremo noi con il salario minimo, il congedo paritario, con l’assunzione di medici e infermieri. Vi manderemo a casa con qualunque legge elettorale”. Per il leader M5s Giuseppe Conte, “mentre i salari si abbassano e i prezzi del carburante schizzano il governo ha deciso che la priorità del Paese è la legge elettorale. È una legge truffa e l’accordo raggiunto in maggioranza è truffaldino, non dà nessun potere agli italiani di scegliere ma nel listone i candidati sono preselezionati dalle segreterie di partito. Voi volete prendere in giro gli italiani – conclude – dicendo che gli volete dare potere di scelta”.
di Manlio Fusani