Donzelli: “Nuova legge elettorale per evitare lo stallo del 2018”

venerdì 10 luglio 2026


“L’Italia non può rimanere senza Governo per tre mesi”. È il pensiero espresso ieri da Giovanni Donzelli a margine della manifestazione di Fratelli d’Italia Piazza ItaliaRiscatto Capitale. Come ricorda il responsabile dell’organizzazione del partito di maggioranza relativa, “nel 2018 ci vollero novanta giorni per la formazione del primo Governo Conte. La nuova legge elettorale serve per evitare uno stallo che l’Italia non può permettersi con questa situazione internazionale. Quanti miliardi si rischierebbero di bruciare? Quali sarebbero le conseguenze economiche sulle famiglie italiane? Sulle preferenze – ribadisce Donzelli – l’obiettivo è presentare emendamento comune sostenuto da tutto il centrodestra. Vediamo cosa farà il Pd in Aula. Fratelli d’Italia sa cosa fare”. A proposito della riforma di voto, Fabio Rampelli si augura che “ci possa essere un clima sereno, di confronto anche di scontro ma sempre composto e non solo perché presiederò le sedute la prossima settimana”. Il vicepresidente della Camera dei deputati di Fratelli d’Italia, intervistato da Radio Radicale sulla legge elettorale che la settimana prossima approderà in Aula, evidenzia il proprio rammarico. “Mi dispiace che l’opposizione non abbia voluto partecipare a questa ridefinizione delle regole del gioco. Si tratta di fare una riforma elettorale che finalmente renda l’imprescindibile il giudizio del popolo”.

Rampelli sottolinea: “Abbiamo avuto Governi tecnici capeggiati da personalità che non erano mai state votate, magari neanche andavano a votare. E oggi diversamente dal 2022 in cui c’erano più di soggetti in campo (il Movimento 5 stelle andò da solo) ci saranno una coalizione di centrosinistra e una di centrodestra. Dunque è indispensabile avere una legge elettorale che preveda che chi vince possa governare. È un concetto talmente facile che già esiste nei Comuni e nelle Regioni. Perché la stanno ostacolando a livello nazionale? Se non la condividono perché non ne promuovono l’abolizione negli enti locali? Forse perché puntano al pasticcio istituzionale, assegnando l’incarico a formare il governo a un altro banchiere?”. Per quanto riguarda il voto segreto sulle preferenze, “ho il timore che possa prevalere lo spirito di conservazione. Importante che si voti l’emendamento che reintroduce le preferenze con voto palese. Sono da sempre convinto che debbano essere i cittadini a scegliere i parlamentari. Chi crede nella democrazia non può pensare di decidere nelle segrete stanze di partito i nominati”. Frattanto, arriva alla stampa una nota congiunta sul voto ai cittadini fuori sede sottoscritta dagli esponenti del centrodestra Fabio Roscani (Fratelli d’Italia), Luca Toccalini (Lega), Simone Leoni (Forza Italia) e Maria Chiara Fazio (Noi moderati). “Oggi – affermano – è una giornata importante e possiamo dire con soddisfazione che è una vittoria. Presentiamo l’emendamento alla legge elettorale che consentirà ai cittadini fuori sede di votare anche alle Elezioni politiche, ai referendum e alle Elezioni europee. Per la prima volta nella storia d’Italia – aggiungono – è la maggioranza di centrodestra a compiere un passo concreto e strutturale per garantire agli studenti e ai lavoratori fuori sede la possibilità di esercitare il proprio diritto di voto senza dover affrontare costi e disagi per tornare nel Comune di residenza. Era un impegno che avevamo assunto e oggi lo manteniamo con serietà e concretezza. Dopo le sperimentazioni per le elezioni europee e referendum, alle parole facciamo seguire ancora una volta i fatti, dimostrando che quando si lavora con determinazione è possibile dare risposte attese da anni. Ora vedremo se tutti avranno le stesse intenzioni: la sinistra sottoscriverà questo emendamento e contribuirà a rendere il diritto di voto più accessibile per i fuori sede italiani oppure continuerà a essere più impegnata ad affossare la riforma della legge elettorale per interessi di partito?”.


di Manlio Fusani