Lega, Salvini torna a rivendicare il Viminale

mercoledì 8 luglio 2026


Matteo Salvini punta, ancora una volta, sul ritorno al Ministero dell’Interno. Con un intervento programmatico su Avvenire, il leader leghista lancia ufficialmente l’opa sul Viminale. “Considero – scrive il vicepremier – la sicurezza uno dei primi doveri dello Stato. Non perché sia l’unico, ma perché da quel dovere dipende la credibilità stessa delle istituzioni”. L’obiettivo del segretario del Carroccio è chiaro, il Viminale, dove tornare in caso di vittoria del centrodestra alle Politiche del 2027. O magari anche prima. L’offensiva partita dalle file della Lega ha tirato in ballo anche il Colle. Ne ha parlato il senatore Claudio Borghi, che non è nuovo a uscite che fanno discutere: “Salvini sarebbe dovuto diventare ministro dell’Interno all’inizio della legislatura. Non gli è stato concesso perché era sotto processo ma, una volta assolto, sarebbe dovuto istantaneamente andare al Viminale. A quanto mi risulta e a quanto si dice, probabilmente gli è stato negato su spinta della Presidenza della Repubblica”. Accuse e scenari che si affastellano, anche sotto la pressione dei sondaggi.

Secondo una rilevazione di Swg sulle intenzioni di voto, Futuro nazionale del generale Roberto Vannacci sarebbe arrivato al 6 per cento (in crescita dello 0,4 per cento), restando davanti alla Lega, che è data al 5,6 per cento, seppur in lieve incremento (+0,2 per cento). In campagna elettorale le due forze si daranno battaglia sui temi della sicurezza e dell’immigrazione. Per queste ragioni, la possibilità di avere la regia del Ministero dell’Interno fa ancora più gola. “Per il mio ruolo – scrive Salvini – incontro ogni giorno persone in tutta Italia e la domanda di sicurezza attraversa il Paese”. E poi: “Un Paese ha il dovere di sapere chi entra nel proprio territorio, di far rispettare le proprie leggi e di contrastare ogni forma di illegalità che prospera nell’irregolarità. Governare l’immigrazione significa scegliere”. Le opposizioni legano a questo clima anche il tenore delle iniziative legislative delle forze di maggioranza.


di Manlio Fusani