venerdì 3 luglio 2026
“Il Referendum le ha tolte perché si registravano ingerenze di lobby e criminalità”. È la riflessione del leghista Igor Iezzi rispetto alle preferenze in relazione alla riforma del voto. Ai microfoni di Radio24, il capogruppo del Carroccio in Commissione Affari costituzionali della Camera e relatore della legge elettorale, sostiene che le preferenze siano “un dettaglio all’interno di un meccanismo elettorale sul quale, come centrodestra, a differenza del centrosinistra, abbiamo trovato un accordo”. Per Iezzi, “qualcuno deve spiegare da dove si evince che gli italiani sono così innamorati delle preferenze visto che in la maggiore affluenza alle urne si registra nelle Politiche dove non ci sono: il nesso tra preferenza e affluenza non c’è. Sono uno strumento come un altro, non sono una questione di vita o morte, credo che su questo vadano abbassati un po’ i toni. Noi come Lega non abbiamo paura del voto dei cittadini, eravamo per i collegi. Le preferenze sono un sistema come un altro, hanno delle difficoltà. Ieri, ad esempio, la presidente della Fondazione Belisario sottolineava che le liste bloccate garantiscono l’elezione di un numero maggiore donne”. Dopo di che, ha concluso, “ci sono aspetti positivi e negativi, Non demonizziamo una cosa o l’altra, non è una questione religiosa, è una questione tecnica che ai cittadini interessa poco”.
Con le preferenze, ha detto in un altro passaggio sottolineando come spesso non vengano poi espresse, “non si darebbe il potere in mano ai cittadini”. Nel 1991 c’è stata una consultazione referendaria che le ha tolte e le ha tolte perché si registravano ingerenze della criminalità nella “scelta delle persone e un aumento del costo della politica. Sulle preferenze ci sono aspetti positivi e negativi, essere contro le preferenze non è da demonizzare essere a favore non è da demonizzare”. Dal fronte opposto, arriva la replica sempre sulla radio della Confindustria. Per il presidente del Pd Stefano Bonaccini “non si capisce perché in questo Paese per essere eletti in qualsiasi Consiglio comunale, in qualsiasi Consiglio regionale e in Europa scelgono gli elettori con le preferenze e solo in Parlamento si è nominati e scelgono 4 o 5 dirigenti chiusi in una stanza a Roma. Penso si debba lasciare agli elettori la possibilità di scegliere e sapere chi sono coloro ai quali hai dato la fiducia. Se si è convinti che non serva si abbia il coraggio di cancellarle anche nelle altre elezioni”.
di Manlio Fusani