mercoledì 1 luglio 2026
Con l’intervista alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella trasmissione 10 minuti del 29 giugno scorso, condotta da Nicola Porro, è ufficialmente iniziata la lunga campagna elettorale che ci porterà alle elezioni politiche del 2027 e alla elezione del presidente della Repubblica nel 2029. L’imperativo per il centrodestra, che deve restare unito, non è solo quello di cercare una conferma per una seconda legislatura consecutiva al governo del Paese ma anche quello di eleggere alla presidenza della Repubblica un capo dello Stato di centrodestra. È un’occasione storica. Finalmente potremmo avere come inquilino del colle più alto una personalità espressione di area moderata dopo una sequela di presidenti democristiani di sinistra e del post comunista Giorgio Napolitano. La nascita del nuovo partito politico promosso da Roberto Vannacci, ha suscitato la speranza, a sinistra, sulla possibilità di evitare una storica riconferma del centrodestra alla guida della Nazione. Il “cavallo di Troia” che potrebbe minare l’obbiettivo della nuova vittoria del centrodestra è certamente il neonato partito dell’ex generale, Futuro Nazionale. Le penne rosse hanno fiutato il sangue. Nelle redazioni dei giornali e nelle televisioni, apertamente schierati contro il governo, si sono subito attrezzati per ingigantire il personaggio de Il mondo al contrario con lo scopo di favorire lo spostamento di parte dell’elettorato di destra verso il partito di Vannacci.
Il nemico del mio nemico è mio amico! Ovviamente, lo scopo è quello di dividere l’elettorato conservatore, non pienamente soddisfatto dei risultati del governo in materia di pressione fiscale sul ceto medio e nel contrasto alla illegalità connessa alla immigrazione irregolare e clandestina; per favorire quella eterna minoranza che è la sinistra in Italia e che sta cercando di ricostruire la nuova “gioiosa macchina da guerra”. La risposta degli alleati di centrodestra dev’essere quella che ha insegnato Silvio Berlusconi, ovvero riunire i moderati e i conservatori di destra per battere i post comunisti e gli scapigliati del Movimento 5 stelle. Le sinistre e il cespuglio di Italia viva, pur essendo consapevoli del fatto che l’attuale cosiddetto campo largo non è in grado di governare il Paese, faranno di tutto per raggiungere quantomeno l’obbiettivo di non far vincere la coalizione di centrodestra.
La “non vittoria” di bersaniana memoria. Tanto, lo sanno che possono sempre contare sui loro storici buoni uffici presso il Quirinale, che farà in modo che si formi, come sempre, un governo tecnico cosiddetto “del presidente” e quindi ancora una volta andranno alla guida del Paese senza aver vinto le elezioni. Proviamo solo a immaginare, facendo gli opportuni scongiuri, un esecutivo in mano alla nuova “gioiosa macchina da guerra”. Esecutivo composto dai potenziali presidente del consiglio: Elly Shlein o Giuseppe Conte. Nei ministeri chiave: Angelo Bonelli (infrastrutture ed energia), Nicola Fratoianni (ministro dell’economia e delle finanze), Roberto Speranza (ministro della salute), Federico Cafiero De Rao (ministro della giustizia), al ministero per i rapporti con il parlamento Matteo Renzi e al Ministero dell’Interno o ai Trasporti il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Dimenticavo, sottosegretario alla presidenza della Repubblica con delega ai servizi segreti Marco Travaglio. Lo so è un incubo, ma potrebbe diventare realtà se non si trova un compromesso con Vannacci, che sta lanciando segnali al centrodestra.
di Antonio Giuseppe Di Natale