I RadicaTi di Trisolino ad Hammamet

giovedì 25 giugno 2026


Di seguito si pubblica la lettera che l’avvocato e giornalista Luigi Trisolino, giurista della presidenza del Consiglio dei ministri, in qualità di presidente della neocostituita Associazione cattolica patriota “i RadicaTi dal diritto naturale alla legge” – in breve “i RadicaTi” – ha scritto e consegnato all’Associazione Italiani nel Mondo (A.I.M.) Tunisia, recandosi personalmente con il tricolore italiano insieme a una delegazione dei RadicaTi ad Hammamet per commemorare la tomba di Bettino Craxi. La lettera “radicaTa” è stata consegnata direttamente nelle mani del vicepresidente A.I.M. Tunisia Ettore Minniti. Nella delegazione cattolica patriota partita da Roma era presente anche il vicepresidente dei RadicaTi Antonio Margheriti.

La lettera è dedicata alla memoria di Craxi che, secondo Trisolino (militante in FdI) è stato un patriota. Copia della stessa è stata inviata alla Fondazione Craxi, e una ulteriore copia è stata depositata presso la segreteria di custodia della tomba di Craxi ad Hammamet, a futura memoria di coloro che la leggeranno.

Sulla lettura della missiva dei RadicaTi ad Hammamet è stato pubblicato un video nel podcast politico “Il Graffio di Trisolino” su L’Opinione.

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Alla Spett.le Fondazione Craxi

Alla Spett.le Associazione Italiani nel Mondo (A.I.M.) Tunisia

A voi che leggerete

Carissimi,

Come neocostituita Associazione cattopatriota “i RadicaTi dal diritto naturale alla legge”, veniamo ad Hammamet per commemorare la tomba di un grande Italiano, l’ex Presidente del Consiglio dei ministri Bettino Craxi, che difese l’interesse nazionale dell’Italia.

La salvaguardia dell’interesse nazionale rientra nel sacro dovere di difendere la Patria sancito dall’articolo 52 della nostra Costituzione repubblicana. Come RadicaTi riteniamo che questo sacro dovere sia intramontabile e dunque inalienabile, da non barattare né svendere, mai, nemmeno di fronte alle varie forme di arroganza delle potenze che si ritengono egemoni.

Il principio di difesa dell’interesse patrio nazionale, nella nostra concezione della cosa pubblica, trascende la stessa singola età repubblicana e lo stesso riconoscimento statuale, poiché la difesa della Patria è per noi un cardine naturale che gli ordinamenti statali, come appunto il nostro, hanno riconosciuto ai più alti livelli normativi. Ciò che viene riconosciuto, razionalmente ma anzitutto empiricamente, preesiste. Il sacro dovere di difendere l’Italia, infatti, appartiene a una tradizione culturale, sociale e politica radicata nei secoli, e l’Italia – fattasi Nazione e poi anche Stato – in quell’articolo 52 della Costituzione legalizza ai massimi ordini quella sudata trascendenza di diritto naturale.

Da cattolici patrioti veniamo qui nel Cimitero cattolico di Hammamet, sulla tomba del Presidente Craxi, a rendere omaggio all’uomo delle istituzioni che seppe difendere l’interesse nazionale in più occasioni, come fece durante la cosiddetta “crisi di Sigonella” tra la Repubblica italiana e l’apparato statunitense del repubblicano Reagan.

Un revival in tono minore di quella più drammatica vicenda lo abbiamo vissuto proprio negli ultimi giorni, con il volgare e infamante attacco del Presidente statunitense Trump – che certamente non ha la statura di Reagan – a danno dell’attuale successore di Craxi alla Presidenza del Consiglio dei ministri, il Presidente Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, partito nel quale personalmente milito e a cui l’Associazione che presiedo fa riferimento.

A tal proposito, sosteniamo le parole che il Vicepresidente della Camera dei deputati On. Fabio Rampelli, ha pubblicato: “Il problema di Trump: non poter disporre come vuole del nostro territorio, non poter far partire azioni di guerra dalle basi militari italiane. Si ripropone l’antica tentazione di trattare gli alleati come colonizzati non riconoscendo loro sovranità e indipendenza? Era già accaduto con Reagan a Sigonella. Ieri come oggi […] non siamo né mai saremo la colonia di nessuno”.

Noi RadicaTi vogliamo ricordare con riconoscenza un Italiano, speciale, che non abbassò la testa quando – come avrebbe detto il poeta patrio Goffredo Mameli – “L’Italia chiamò”.

(*) Nella foto Luigi Trisolino, presidente RadicaTi e Antonio Margheriti, vicepresidente dei RadicaTi.


di Redazione