lunedì 22 giugno 2026
Per questa opposizione di sinistra, di estrema sinistra e per gli scapigliati del Movimento 5 stelle, la coalizione di centrodestra al Governo, ha realizzato nella legislatura, norme liberticide, razziste e dal sapore postfascista! Le leggi volte a gestire in modo razionale i flussi in arrivo dei clandestini e il loro rimpatrio per chi non ha diritto a restare in Italia, vìola il diritto internazionale. I decreti che hanno inasprito le pene, nei confronti di vìola la legge, per salvaguardare la sicurezza dei cittadini, sono securitarie e non risolvo il problema che è sempre e comunque di natura sociale. La percezione, di una parte dei cittadini italiani, è che le leggi approvate siano state poco efficaci. Senza considerare il fatto che le stesse norme hanno subito il boicottaggio di certa magistratura come ad esempio i centri per il rimpatrio in Albania. Finalmente, anche in Europa si sono resi conto della legittimità dell’operato dell’Esecutivo italiano e che il modello può essere mutuato anche da altre nazioni europee. Siamo arrivati a poco più di un anno della fine della XIX legislatura e i partiti stanno preparando la lunga campagna elettorale. Il gabinetto Meloni, ha dovuto affrontare una lunga serie di crisi internazionali, quali: l’invasione dell’Ucraina, la guerra di Gaza; il conflitto tra gli Stati Uniti, Israele contro l’Iran; l’aumento esponenziale dei prezzi dell’energia; tassi d’interessi altissimi da parte della Bce.
Ciò nonostante, il Governo è riuscito a risanare i conti pubblici, ripristinato la fiducia dei mercati finanziari sul debito sovrano italiano e ridotto significativamente lo spread tra i Btp e i Bund tedeschi. Vanificare i risultati, di una legislatura non certo fortunata per l’esecutivo per questioni di principio, è una follia e un suicidio politico! In finanza come in politica i voti si pesano, non si contano! Il copyright è attribuito al defunto banchiere Enrico Cuccia “le azioni si pesano, non si contano”. Il sistema politico italiano, dopo la “discesa in campo” di Silvio Berlusconi” si è strutturato in due coalizioni “avversarie” da una parte: la sinistra, l’estrema sinistra, gli scapigliati del Movimento 5 stelle e quel cespuglio di Italia viva. Nel centrodestra: Fratelli d’Italia, Forza Italia, la Lega e Noi moderati. La indiscutibile genialità del fondatore di Forza Italia è stata quella di essere riuscito a coalizzare nel “Popolo delle libertà” la Lega Nord di Umberto Bossi (secessionista) e Alleanza nazionale del “post fascista Gianfranco Fini”. Alleanza che è risultata vincente alla politiche del 1994. Le sinistre e i cespugli centristi sono riusciti a prevalere alle elezioni politiche, per poche decine di miglia di voti, solo quando uno degli alleati si è sfilato dalla coalizione di centrodestra. “Dividi et impera”. Il cosiddetto “campo largo”, non si fa certo scrupoli ad imbarcare nella nuova “gioiosa macchina da guerra” chiunque possa contribuire (compreso i Pro-Pal e il partito Islamista) all’obbiettivo di conquistare il potere. Non importa se poi non saranno in grado di governare il Paese. Lasciare alla sgangherata nuova “gioiosa macchina da guerra” una nazione risanata nel bilancio dello Stato, credibile nei mercati finanziari e protagonista nei consessi internazionali, è una aberrazione.
Una politica navigata come la presidente del Consiglio dei ministri, sa benissimo che la politica è l’arte del possibile. Pertanto, se per vincere le elezioni politiche, occorre dare spazio al nuovo partito di Roberto Vannacci, pragmatismo vuole che il matrimonio “s’ha da fare”. Le questioni di principio non devono trovare casa quando è in gioco il futuro del Paese e gli interessi degli italiani. Il primo atto politico, in caso di vittoria delle sinistre, sarà un ulteriore salasso fiscale con altre patrimoniali. Più imposte da redistribuire da chi produce a chi vive di sussidi pubblici. Alle Politiche del 2027 non è solo in gioco il Governo del Paese ma anche l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. È un’occasione irripetibile. Finalmente, l’Italia potrà eleggere una personalità, come capo dello Stato, espressione dei conservatori italiani. È un fatto che, nelle condizioni date, le elezioni politiche si vinceranno cooptando anche quell’elettorato che non si sente pienamente rappresentato da una coalizione che è essenzialmente moderata.
di Antonio Giuseppe Di Natale