giovedì 18 giugno 2026
Dopo giorni di dibattito sulla riforma di voto emerge la questione preferenze. A questo proposito, negli ultimi giorni è andato in scena il botta e risposta tra il forzista Antonio Tajani e il meloniano Giovanni Donzelli. All’origine dello scontro figura l’uscita del leader di Forza Italia che, nella stessa giornata in cui la ministra alle riforme Elisabetta Casellati mette a verbale la sua contrarietà, ricorda l’esistenza di “un accordo complessivo per non inserirle”, motivo per cui “si va in quella direzione”. Poi una sottolineatura: “Io sono sempre stato un sostenitore del proporzionale”. Ma Fratelli d’Italia tiene il punto e conferma la volontà di presentare direttamente nell’emiciclo di Montecitorio un emendamento per introdurre le preferenze: “Auspichiamo che possa trovare il consenso di tutto il centrodestra”, afferma Donzelli. Non mi precludo di poter trovare una formula che possa dare la possibilità all’elettore di scegliere e anche ai partiti di garantire comunque una parte della classe dirigente”. In caso contrario, “ovviamente chiederemo all’Aula cosa ne pensa”.
Interviene anche la Lega: “Restiamo contrari all’introduzione delle preferenze e quindi a qualsiasi emendamento sulle preferenze”, chiarisce Igor Iezzi. Il quale smentisce anche le voci di una riflessione aperta in maggioranza sull’opportunità di andare avanti sul Bignami bis, con l’ombra sempre più ingombrante di Roberto Vannacci: “Stiamo lavorando in commissione, il lavoro procede serenamente e secondo i tempi previsti”. Solo 24 ore prima il collega di partito Stefano Candiani aveva ammesso come fosse “più facile restare con questa legge elettorale, con tutti i rischi di instabilità” connessi. Le opposizioni, che ravvedono nelle parole di Tajani un bluff da parte della maggioranza sulle preferenze, partono all’attacco: “Tajani getta la maschera, la maggioranza vuole le liste bloccate per scegliere al posto degli italiani”, punta il dito la capogruppo del Pd in Commissione Affari costituzionali, Simona Bonafè.
Matteo Renzi lancia una petizione per le preferenze: “Vi preghiamo di firmare e far firmare questa petizione per chiedere che non ci siano liste bloccate ma i cittadini possano scegliere chi li rappresenta”. Per Michele Gubitosa del M5s, “l’unico comune denominatore” del centrodestra è “il tentativo di mantenere il potere passando sopra la testa dei cittadini”. Avs chiede chiarezza e per prima prospetta il blocco dei lavori della commissione, impegnata da due giorni nel voto (e nella bocciatura) degli emendamenti di opposizione: “Parlatevi, scrivetevi, decidete e poi ci chiamate”, esorta il capogruppo dei rossoverdi Filiberto Zaratti. Intanto chiediamo che i lavori della commissione siano fermati in attesa di una decisione, di una presa di posizione, di una scelta della destra”. E le altre opposizioni lo seguono. Più Europa, con il segretario Riccardo Magi, inscena un flash mob davanti al parlamento con lo slogan “No alla legge elettorale fascista Acerbo” e fa partire una “mobilitazione nel Paese online”. Ma il più duro è proprio Roberto Vannacci che evoca l’esistenza di “un lodo per colpire Futuro nazionale. Chi priva gli elettori del diritto di esprimere una preferenza compie un furto di democrazia”.
di Manlio Fusani