Legge elettorale, si dibatte sulle preferenze

mercoledì 17 giugno 2026


Nella Commissione Affari costituzionali della Camera è andata nuovamente in scena la discussione sulla legge elettorale. Come ha annunciato il relatore Angelo Rossi di Fratelli d’Italia, si è avviata “una riflessione” su una trentina di emendamenti che vertono su macro temi come “le preferenze, l’estero, i fuori sede, le firme digitali”. Tra gli emendamenti ritirati figura uno di Lorenzo Cesa, proprio sulle preferenze: l’esponente dell’Udc sarebbe intenzionato a convergere su una proposta di maggioranza da presentare direttamente in Aula. Il capogruppo dei meloniani in commissione, Alessandro Urzì non ha dubbi: “Andiamo avanti. La nostra posizione non cambia e anzi, prevediamo uno stringente calendario di lavori di commissione”. Nei capannelli di Montecitorio da giorni si chiacchiera dell’effetto Vannacci sulla nuova legge elettorale. Con una domanda che ricorre: se il generale non entrerà in coalizione con Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia ma continuerà a pescare dal loro bacino elettorale, conviene davvero alla maggioranza perseverare in una riforma che rischia di essere un regalo al centrosinistra? Stando alle dichiarazioni di diversi esponenti di FdI sì, “per il bene dell’Italia”.

Ma più di qualcuno insinua il dubbio. Se il generale continua a crescere nei sondaggi, gli alleati di Governo “si potrebbero chiedere se non sia meglio tenere un sistema che verosimilmente non darà i numeri per governare”, azzarda Lorenzo Pregliasco di Youtrend. Il leghista Stefano Candiani parla fuori dai denti: “È più facile restare con questa legge elettorale con tutti i rischi di instabilità che può produrre piuttosto che passare a una legge elettorale che ha come obiettivo la stabilità, chiunque vinca”. Anche perché c’è “certamente c’è chi aspetta di trarre vantaggio, dando però la responsabilità e il prezzo da pagare alla maggioranza di governo”. Il clima tra maggioranza e opposizioni è da muro contro muro. “A pensar male la maggioranza si è già fatta il suo cronoprogramma: qualche votazione e poi tagliare tutto, magari andando in aula senza neanche i relatori”, punta il dito Filiberto Zaratti (Avs). Alfonso Colucci del M5s bolla la proposta di legge del centrodestra come “un tentativo di restare aggrappati al potere”. Per il dem Gianni Cuperlo, “ora l’ascesa di Vannacci scombina questo programma, quindi vedremo se effettivamente la maggioranza vorrà andare avanti”.


di Manlio Fusani