venerdì 5 giugno 2026
Il Partito democratico si è messo in asse con la sinistra comunista espulsiva. Ne sono felici. Sembrano i veri eredi del settarismo catto-comunista più deteriore. O dell’eredità togliattiana che ebbe Antonio Gramsci tra le sue vittime più note. D’altronde, prima di Palmiro Togliatti, fu proprio Gramsci a eliminare le fronde al suo pensiero ortodosso alle direttive moscovite.
PINA PICIERNO È VIVA E LOTTA ANCORA
A differenza di Gramsci per fortuna Pina Picierno si è solo dimessa dal partito. Vivere in una democrazia ti evita di cadere dalle finestre, come invece accade in Russia. Ma di fatto la vicepresidente del Parlamento europeo è stata costretta alle dimissioni. La sua colpa? Essere costantemente contro la segretaria Elly Schlein su alcuni temi. Internazionali. In democrazia si chiama dibattito interno. In regime autoritario, pensare è una colpa.
LA SINISTRA REAZIONARIA È DESTRA ESPULSIVA
È il grande guaio della sinistra espulsiva di questa epoca. Meno militanti, meno dirigenti, meno dibattito e più caccia alle streghe. Tanto reazionaria che ormai criticare il Pd sulla sua incapacità di avere un dibattito interno serio e garantito è come sparare sulla croce rossa. Poiché mi piace fare critiche comprensibili anche nel Pd, dirò sparare sulla mezzaluna rossa.
IL BLOCCO MOSCOVITA È UN PENTAPARTITO REAZIONARIO
Il Partito democratico ha un problema enorme di posizionamento internazionale. Filo russo nei fatti, e trova compagnia in Movimento 5 stelle, Alleanza Verdi Sinistra. Ma fatalmente anche la compagnia di Roberto Vannacci, Matteo Salvini, e molti esponenti di Fratelli d’Italia. La loro posizione è rilanciata come le fatwa degli ayatollah e nutrita dalle chiavi di lettura di Marco Travaglio, Lucio Caracciolo, Lilli Gruber e della propaganda stragista moscovita.
LE BRACCIA DISINFORMATIVE E L’IMPOTENZA DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI
È nato un doppio braccio armato disinformativo. Unisce buona parte della destra e la fu-sinistra, sostiene i regimi più infami della storia. Appena si muovono le grancasse russe e del Fatto Quotidiano, le prefiche de La7, e a seguire i tre quarti della disinformazione italiana, il pentapartito dell’Apocalisse moscovita segue docilmente. Lega, Vannacci, Pd, Avs, M5s sembrano coordinati da un puparo. La deontologia professionale davanti alle omissioni informative o alle bugie conclamate si scopre essere materia di esame, non di pratica professionale.
SOLDI DA MOSCA?
Sono tutti a libro paga russo, potenza straniera ostile alla libertà europea e italiana? Potrei credere a finanziamenti russi diretti verso Vannacci, Lega, 5 stelle e Avs. Non sarei sicuro del Pd. Per gli inquilini del lussuoso Nazareno, sostenere le flottiglie e l’infame omicidaria politica di Hamas serve per non far dispiacere procure, Rai, La7 e Mediaset, corrieri e ebdomodari vari. Va detto che il pentapartito russista ha identica visione sule scelte politiche interne. Destra vera e sinistra falsa sono d’accordo pressoché su tutto.
LA POLITICA ECONOMICA DELLO STATO TOTALITARIO
Benedetti da Mosca e Lubianka, i fascisti che rubano le bandiere rosse ai progressisti chiedono governi della spesa, dei bonus, delle privatizzazioni farlocche, dei monopoli. Criticano ma di fatto difendono i traffici umani nel Mediterraneo, accettano complicità con le infiltrazioni del terrore arabo. Sono indifferenti agli arabi e agli iraniani che muoiono sotto il giogo teocratico o dei Fratelli musulmani. In politica economica vendono i nostri interessi a francesi, tedeschi, indiani o cinesi. E gli italiani?
LA DIFESA DEGLI ITALIANI
Ecco perché occorre un solido polo riformista. Ma vero. Liberali e socialdemocratici italiani possono garantire una seria opposizione allo statalismo sciatto e sprecone. Solo da quest’area può nascere un disegno politico per il futuro italiano ed europeo. Occorrono partiti che rispettino i propri statuti e la loro missione, che accolgano e non caccino militanti e dirigenti. Gli italiani non sono russi. Devono sapere con chiarezza cosa votano, Hanno bisogno di liberismo e socialdemocrazia.
di Claudio Mec Melchiorre