mercoledì 22 aprile 2026
Marina Berlusconi ha rivoluzionato l’organizzazione di Forza Italia ma non la collocazione politica. La presidente di Fininvest, primogenita del fondatore, pur intervenendo in maniera robusta sul rinnovamento del quadro dirigente del partito, non ha messo in discussione il perimetro del centrodestra. La leadership di Antonio Tajani è stata rinsaldata nel corso del pranzo (della durata di oltre quattro ore), che si è tenuto venerdì scorso nella sede Mediaset di Cologno Monzese tra il segretario nazionale azzurro, Marina e il fratello Pier Silvio, presidente di Rti. Come sottolinea Il Tempo, all’incontro hanno partecipato anche il giornalista Gianni Letta e l’ad di Fininvest spa, Danilo Pellegrino. Naturalmente si è discusso, in maniera analitica, della disfatta referendaria sulla riforma della giustizia ed è stata affrontata la questione del cambio di guardia ai vertici forzisti. Il risultato è stato un avvicendamento alla guida dei gruppi parlamentarti: alla Camera, i liberal Enrico Costa ha sostituito Paolo Barelli; al Senato, Stefania Craxi ha preso il posto di Maurizio Gasparri.
I fratelli Berlusconi hanno giurato fedeltà al Governo Meloni. Eppure, non si placano alcune fantasiose ricostruzioni. Al punto che qualcuno è arrivato a sostenere che Marina e Pier Silvio guarderebbero con favore alla nascita di un nuovo centro intorno alla sindaca di Genova Silvia Salis, strizzando l’occhio alla sinistra più moderata e progressista. Un fatto è certo: non è passato sotto silenzio negli ambienti forzisti l’articolo pubblicato su La Verità da Paolo Del Debbio, volto storico delle tivù berlusconiane, considerato interprete di chi non avrebbe visto di buon occhio l’attivismo degli eredi del Cavaliere in politica e su Forza Italia. In realtà, spiegano qualificate fonte azzurre, Marina e Pier Silvio, come rimarca il quotidiano romano, non avrebbero nessuna intenzione di interferire ulteriormente nelle scelte di partito, imponendo la linea politica, né di scendere in campo. Tuttavia, i figli del Cavalieri avrebbero rappresentato a Tajani alcuni temi legati ai diritti. A partire dal dossier sul suicidio assistito. Resterà deluso, spiegano dalle parti di Arcore, chi già immaginava una rivisitazione del Patto del Nazareno in chiave antisovranista. Del resto, la presidente di Fininvest, tutte le volte che le hanno chiesto se lei fosse di sinistra, ha sempre rivendicato la propria impronta liberale.
di Manlio Fusani