venerdì 3 aprile 2026
Gianmarco Mazzi ha assunto l’incarico di nuovo ministro del Turismo. Il sottosegretario alla Cultura ha giurato al Quirinale nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ad accompagnarlo la capo segreteria del ministero della Cultura, Rita Rubini. Mazzi è stato scelto per guidare il dicastero dopo le dimissioni di Daniela Santanchè, datate 25 marzo. Dopo il giuramento, il neo ministro ha detto che “il turismo è un mondo ricco di fascino e grandi professionalità che richiede cura attenta perché rappresenta un pilastro dell’economia italiana. Sono onorato di questo incarico e ringrazio il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio per la fiducia accordatami. Un ringraziamento anche al ministro Alessandro Giuli. Lavorare insieme alla cultura è stato entusiasmante e continueremo a farlo”.
Dalla Nazionale cantanti agli scranni di Montecitorio, eletto nel 2022 nelle file di Fratelli d’Italia tra i fedelissimi di Giorgia Meloni e membro della Commissione Cultura, e poi al Ministero della Cultura come sottosegretario con delega Unesco prima nella fugace era Gennaro Sangiuliano e poi con Alessandro Giuli, passando per la direzione di sei Festival di Sanremo e l’organizzazione come manager di molteplici eventi culturali e televisivi. Gianmarco Mazzi, 65 anni (è nato il 1° luglio del 1960 a Verona), è il nuovo ministro del Turismo, dopo le dimissioni di Daniela Santanché, chieste dalla premier Giorgia Meloni all’indomani della debacle al referendum sulla giustizia e per i suoi guai giudiziari. Durante il suo lavoro da sottosegretario, Mazzi è stato protagonista nel rinnovo del contratto dei lavoratori delle fondazioni liriche, siglato a novembre scorso dopo vent’anni anni di attesa, non senza strascichi polemici. Rilevante anche il suo impegno per il riconoscimento Unesco delle eccellenze italiane, non ultimo quello della Cucina italiana.

Da tempo era anche al lavoro sul nuovo Codice dello spettacolo, il cui termine per l’emanazione dei decreti attuativi è fissata al 31 dicembre 2026, che mira a riordinare le normative del settore (teatro, musica, danza, circo), riformare le fondazioni lirico-sinfoniche e introdurre una nuova governance. Laureato in Giurisprudenza, si avvicina giovanissimo al mondo dello spettacolo. Nel 1981, a fianco di Mogol e Gianni Morandi, e con Gianluca Pecchini, avvia il progetto di solidarietà della Nazionale cantanti, che qualche anno dopo portò all’ideazione della Partita del cuore (appuntamento fisso di Rai1 dal 1992) e ancora oggi è in attività, vantando una raccolta fondi per fini umanitari di oltre cinquanta milioni di euro. Da lì, il passo verso l’organizzazione di attività culturali nel mondo della televisione e dell’entertainment è breve. Gli anni Ottanta e Novanta lo vedono al fianco di Caterina Caselli per la promozione di giovani talenti (tra questi ci sarà Ligabue), di Fabrizio De Andrè, dei Pooh. Partecipa anche al progetto Dalla-Morandi e cura l’attività artistica e televisiva di Adriano Celentano, realizzando tra i vari progetti con il clan Celentano la trasmissione Francamente me ne infischio e RockPolitik, con il clan Celentano. Dal 2018 al 2020 è nel progetto del film in animazione Adrian. Con gli anni Duemila si aprono le porte del festival di Sanremo.
Nel 2003, in qualità di consigliere del direttore generale della Rai, entra nell’organizzazione della manifestazione che lo porta l’anno dopo a ricoprire il ruolo di direttore artistico del festival 2005 targato Paolo Bonolis. Incarico che ricopre per altre cinque volte, con le conduzioni di Giorgio Panariello (2006), di nuovo Bonolis (2009 e 2010), di Antonella Clerici (2011) e Gianni Morandi (2012). Nel 2017 lancia il progetto SanremoYoung (2018 e 2019) e collabora a SanremoGiovani (2019, 2020 e 2021) e Sanremo 2020, 2021 e 2022 di Amadeus, all’epoca nella scuderia di Lucio Presta con il quale ha un rapporto di amicizia e collaborazione da lungo tempo. Collabora, a partire dal 2014, anche con Dario Fo, fino alla scomparsa del poliedrico attore, mentre nel 2015 è Mazzi ad organizzare lo spettacolo di apertura di Expo 2015 a Milano. Segue l’organizzazione di altri show televisivi con Zucchero, Mogol, Andrea Bocelli, Massimo Giletti e nel 2017 cura il progetto tivù su Rai1 La notte di Vasco, con il live da record di Modena Park, con 230mila spettatori. Veronese doc, classe 1960, ha acceso come non mai i riflettori sull’Arena, diventata palcoscenico ideale per concerti, anche tivù, e spettacoli: dal 2017 al 2022 è direttore artistico e amministratore delegato della società che gestisce le attività tivù e live all’anfiteatro scaligero, ma già negli anni precedenti sceglie il suggestivo teatro per molti dei suoi progetti: promuove Giulietta e Romeo di Riccardo Cocciante, che nel 2007 debutta all’Arena di Verona con dieci rappresentazioni e oltre 100mila spettatori. Dal 2009 al 2013 realizza, per Rai 1 prima e per Canale 5 poi, lo spettacolo del 1° giugno dedicato all’opera lirica. Verona vede anche il ritorno live di Adriano Celentano nel 2012. Il 2 giugno 2020 produce, sempre dall’Arena, Il Canto degli italiani interpretato da Vittorio Grigolo che verrà poi trasmesso da Rai1 per celebrare la Festa della Repubblica; tradizione poi consolidata nel 2021 con Il Volo e nel 2022 con Gianni Morandi. Più di recente, Mazzi si è speso affinché gli oltre 5mila documenti processuali relativi alla tragedia del Vajont restassero custoditi a Belluno, nell’Archivio di Stato.
di Manlio Fusani