Forza Italia, è in programma il faccia a faccia Tajani-Marina Berlusconi

lunedì 30 marzo 2026


Il confronto è ormai inevitabile. Antonio Tajani e Marina Berlusconi si vedranno entro la settimana. Come lo definisce il Corriere della Sera si tratta di un faccia a faccia “per provare a frenare la slavina interna”. L’incontro tra il segretario e la figlia del fondatore potrebbe ridisegnare il profilo di Forza Italia. La sconfitta al referendum ha provocato un terremoto nel partito che nel centrodestra puntava di più sulla riforma della giustizia. Il risultato ha registrato un esito per niente scontato: le dimissioni del capogruppo al Senato Maurizio Gasparri, sostituito con Stefania Craxi. “Se si vuole dare una scossa al partito, concordiamola. Io non posso subirla”. Questo il ragionamento che Tajani avrebbe condiviso con i suoi fedelissimi e vorrebbe portare alla presidente della Fininvest in quello che auspicherebbe come “un chiarimento definitivo, almeno fino al voto delle Politiche”. Tajani non si fida della minoranza interna che da giorni preme per sostituire il capogruppo, fedelissimo e consuocero del segretario, Paolo Barelli, come ha già fatto con Gasparri, dopo aver sollecitato e ottenuto il via libera dalla famiglia Berlusconi. “Se sostituiamo Barelli – il calcolo che Tajani vuole portare all’attenzione di Marina Berlusconi – non si fermeranno, il giorno dopo pretenderanno altro”. E “l’altro” è già emerso: bloccare i congressi regionali il cui iter è stato avviato dal segretario, con circolare formale, a meno di 24 ore dalla batosta elettorale.

Se questa è la strategia di Tajani, sul fronte della minoranza regna una calma apparente. A consigliare prudenza in parte è la paura delle elezioni anticipate, minacciate dalla premier. Ma, interpellati, i rivoltosi si dicono tranquilli anche per ragioni tattiche: “Sta a Tajani uscire dall’angolo, ora”. Se la sostituzione di Barelli è congelata – “ma non certo abortita”, sono sicuri i più attivi – domani bisogna confermare l’impegno con Gasparri che deve essere eletto presidente della commissione Esteri e difesa. Si attende uno stop ai congressi, per impedire a Tajani di blindarsi e di governare la delicata fase di composizione delle liste elettorali senza contraddittorio. Ma lo snodo fondamentale è ancora un altro: le nomine nelle aziende pubbliche. Giovedì, infatti, si depositano le prime liste dei candidati alla guida di Poste, Eni, Enel, Terna e, soprattutto, Leonardo. Frattanto, Tajani, intervistato da Bruno Vespa, esclude un ritorno al voto imminente. Dopo il referendum “nessuno pensa a elezioni anticipate. Si stanno perdendo ore importanti nei dibattiti sul dopo voto. Quando c’è un risultato negativo ci sono dei contraccolpi, ma adesso dobbiamo lavorare sulle questioni soprattutto economiche, come far crescere l’economia, impedire che la crisi energetica possa interferire con le imprese, ridurre la pressione fiscale e continuare ad aumentare il Pil ed evitare contraccolpi”.


di Manlio Fusani