I giovani-contro usati a fini politici

giovedì 26 marzo 2026


“Viva i giovani”, “largo ai giovani”, “il mondo salvato dai ragazzini”. Si sprecano in questi giorni le esaltazioni del contributo, forse decisivo, che il voto giovanile ha fornito alla vittoria del No al referendum sulla giustizia. Senonché sembra, da diversi sondaggi, che molti giovani siano accorsi a votare No al referendum senza conoscere la riforma e i termini del problema della giustizia in Italia. Hanno probabilmente votato No perché qualcuno è riuscito a usare il loro bisogno di lottare contro “qualcosa” di indefinito e malefico e per una “nobile causa” a cui non riescono a dare nemmeno un nome. La cosa non sorprende anche perché, come risulta da vari studi, la maggioranza dei giovani ormai non legge quasi nulla e spesso non capisce quel poco che legge. Verità amara, ma purtroppo documentata. Quei giovani sembrano dunque avere votato No soprattutto perché hanno creduto di trovare nella martellante propaganda della riforma come “attacco del governo alla Costituzione” un nome e una fisionomia alla vaga e indefinita e nobilecausa” senza nome che oscuramente li agita e per cui si battono da tempo senza sapere bene quale sia. Lottano insomma per una “causa”, ma non sanno quale. Non riescono a darle nemmeno un nome. Oggi adottano questa causa, domani quella. Ieri era il Tav, la Tap, poi la Palestina; oggi è la riforma della giustizia e il presunto “pericolo democratico”. L’importante è trovare ogni giorno un nome alla indefinita e nobile “causa”. Dietro c’è chiaramente un disagio esistenziale. Tuttavia gli adulti, gli educatori, gli psicologi non li aiutano a dare un nome e una soluzione reale al loro disagio, ma cercano solo di usarli offrendo loro uno slogan, un vessillo e uno stendardo.

La verità sembra essere che molti giovani sono agitati da un vago, indefinito e giovanile “antagonismo”, che sembra anche avere origine in uno stato d’animo nichilista: un disorientamento, una sensazione che tutto sia senza senso, senza scopo e senza perché e che nulla sia verità e valore. Aspettano che qualcuno indichi loro un nemico per potersi battere, oggi contro questo, domani contro un altro, senza sapere bene perché. Sanno solo che devono battersi contro qualcuno e qualcosa di negativo e demoniaco. Di solito viene loro indicato il “fascismo”, spettro passe-partout, o un suo succedaneo. Di solito sentono dirsi che per essere davvero giovani bisogni “essere contro” (in particolare contro il governo di centrodestra). Aspettano che qualcuno li imbocchi fornendo loro il nome di una “causa” e di un “nemico”. Oggi questo, domani quello.

Certi leader politici conoscono quel loro disagio esistenziale. Ma fingono di non vederlo. Non li educano, ma li blandiscono. Cercano solo di utilizzarli ai loro fini. I leader del fronte del No hanno avuto l’astuzia e l’abilità di fornire loro il nome di una “nobile causa”: la “difesa della Costituzione” (che molto probabilmente quei giovani non conoscono affatto). Hanno quindi fornito loro anche il nome di un deprecabile nemico (il governo di centro destra “anti-democratico” e “fascista in pectore”) contro cui lottare (oggi con il voto domani chissà come). Molti giovani sono stati felici di abboccare. Sono stati felici di avere finalmente trovato il nome di una nobilecausa” e di un deprecato “nemico” per poter fare finalmente qualcosa “contro” il male assoluto. Sono stati felici di potere dare un nuovo nome a un vecchio disagio senza nome.


di Lucio Leante