lunedì 2 marzo 2026
Le tappe del percorso del provvedimento che mira a cambiare la Costituzione hanno registrato una lunga gestazione. La riforma costituzionale per la separazione delle carriere dei magistrati in Italia è stata annunciata nel 2022. In realtà, era uno dei punti del programma elettorale del centrodestra. Il primo step risale al 29 maggio 2024. Il testo della riforma viene approvato in Consiglio dei ministri. I punti cardine del disegno di legge costituzionale sono rappresentanti dalla separazione tra carriera giudicante e requirente, l’istituzione di due Consigli superiori della magistratura (eletti attraverso il sistema del sorteggio) e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare. La riforma oggetto del referendum riguarda sette articoli della Costituzione: gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110. Il 16 gennaio 2025 la Camera dei deputati approva definitivamente il testo della riforma. Il 30 ottobre 2025 il Senato approva definitivamente il disegno di legge costituzionale, in seconda votazione, con maggioranza assoluta, ma non dei due terzi. Si apre, inevitabilmente, la possibilità di un referendum costituzionale, che quindi sarà confermativo.
Il 4 novembre 2025 prende il via ufficialmente il conto alla rovescia per il referendum. I capigruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi moderati depositano in Cassazione le 85 firme raccolte fra i deputati di maggioranza. Il 18 novembre 2025 l’Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione approva con un’ordinanza il quesito del referendum proposto. Il 14 gennaio 2026 sulla Gazzetta ufficiale viene pubblicato il decreto del presidente della Repubblica, con il quale viene indetto il referendum previsto domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. Il 6 febbraio 2026 l’Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione accoglie il nuovo quesito per il referendum sulla riforma della Giustizia, nella versione formulata dai 15 giuristi promotori della raccolta di firme di 500mila cittadini. Il 7 febbraio Sergio Mattarella adotta il Decreto del presidente della Repubblica dopo la delibera del Consiglio dei ministri che integra il quesito del referendum con gli articoli della Costituzione modificati dalla riforma. La data della consultazione non cambia. Il 22 e 23 marzo 2026 le urne saranno aperte per la votazione in tutta Italia. Domenica dalle ore 7 alle ore 23 e lunedì, dalle 7 alle 15.
di Manlio Fusani