giovedì 26 febbraio 2026
Le forze politiche che sostengono il Governo Meloni siglano l’intesa sulla nuova legge elettorale. È stata depositata oggi, a firma dei capigruppo di maggioranza alla Camera e al Senato, una proposta di alcune modifiche del Rosatellum. La proposta di stampo proporzionale, partendo dall’attuale norma, in ossequio ai dettami delle sentenze 1 del 2014 e la 35 del 2017 della Corte Costituzionale, prevede un premio di governabilità che possa agevolare sia la stabilità che la rappresentatività. Lo si legge in una nota del centrodestra. Il premio di settanta deputati e trentacinque senatori con nomi presentati sulla scheda nello spazio riservato alla coalizione, è suddiviso su base circoscrizionale alla Camera e regionale al Senato. Tale premio viene interamente attribuito solo se la coalizione arrivata prima supera il quaranta per cento dei consensi. Nel caso in cui non ci sia il raggiungimento di tale soglia, si attiverà una distribuzione proporzionale. Nel caso invece in cui entrambe le coalizioni arrivate prima e seconda siano tra il trentacinque e il quaranta percento la proposta di legge depositata prevede il ballottaggio.
Nella premessa al testo di riforma della legge elettorale presentato dal centrodestra si legge che “l’intervento riformatore prende le mosse dalle criticità emerse nell’applicazione del modello misto vigente. L’esperienza delle ultime legislature ha evidenziato come la componente uninominale, in un contesto politico frammentato, possa determinare scostamenti tra voti espressi e seggi attribuiti e rendere più difficile la formazione delle maggioranze parlamentari. Ciò incide sulla percezione di equità del sistema e sulla leggibilità dell’esito elettorale, elementi essenziali per la piena legittimazione delle istituzioni rappresentative”.
Nel testo si legge ancora che, “a tutela delle opposizioni, in nessun caso la maggioranza potrà superare il sessanta per cento degli eletti. Ciascuna coalizione, inoltre, dovrà depositare unitamente al programma anche un unico nome da proporre al presidente della Repubblica come incaricato alla Presidenza del Consiglio”. Nessuna variazione è prevista per le dimensioni delle attuali circoscrizioni e degli attuali collegi plurinominali e proporzionali, nessuna variazione è prevista nemmeno per l’attuale soglia di accesso del tre per cento. “Siamo disponibili a un confronto con tutte le forze politiche per proposte migliorative che abbiano la condivisa finalità di garantire la rappresentatività della volontà dell’elettore e la possibilità di dare maggioranze stabili a chiunque vinca le elezioni”, commentano i presentatori della legge.
di Manlio Fusani