venerdì 13 febbraio 2026
La Comunità Ebraica di Napoli, sezione siciliana, con il patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha organizzato un convegno su Voci e Volti di Israele, a Siracusa, nell’Istituto Antonello Gagini. Antonio Danese, ricercatore e geografo, ha esposto la cultura, gli autori, il retroterra storico di Israele. Chi parla dal pubblico, docenti e studenti, non segue il discorso. Esprime invettive, legge testi sulla colpa di Israele, senza sfumature. La cultura israeliana? Cancellata. Hanno l’idea che in Israele tutti vogliano la guerra. Che i soldati di Israele siano commercianti, professori, medici, operai, donne e uomini, studentesse e studenti che non hanno alcun desiderio di combattere, non è considerato.
Il sionismo socialista
Nei centri sociali e nelle scuole molti si dichiarano marxisti, ma non dicono che il sionismo del dopo guerra era socialista, internazionalista, scientifico. Passi per la destra, che resta nel suo pregiudizio antisemita. A Siracusa, l’ex assessore regionale alla cultura Fabio Granata, destra sociale, da settembre indagato per reati pesanti, si è detto “sconvolto” che si parli della letteratura israeliana in una scuola. La retorica antifa e fascista saldate. Il pregiudizio prima della conoscenza. Contro la censura, la preside del Gagini, professoressa Giovanna Strano, e l’organizzatore Mose Ben Simon hanno consentito di parlare della cultura di Israele.
Come nacque Israele?
Sui social, Adelchi Battista racconta con l’abilità del narratore, come i sionisti comprarono nell’Ottocento le terre attorno ad Haifa dai latifondisti arabi come i libanesi Sursock, l’arrivo dei primi rifugiati, il tentativo ottomano di impedire le compravendite con gli ebrei, il sostegno Rothschild, la nascita delle milizie di difesa, l’arrivo osteggiato da tutte le potenze dei sopravvissuti all’Olocausto, l’accoglienza dei gruppi ebraici espulsi da centocinquanta Paesi.
I paradigmi e i pregiudizi
La disinformazione della dottoressa Albanese dall’Onu vestita ha prodotto l’irragionevole idea che Israele sia un monolite. Secondo questa visione, il palestinese è assimilato al buon selvaggio di Rousseau. Rappresentazioni insensate. Israele ha sì la destra di Netanyahu e Ben Gvir, ma anche un’opposizione che manifesta ogni settimana contro il governo, e decine di associazioni di cooperazione con i palestinesi. Al festival Nova c’erano centinaia di ragazzi pro pal. Facevano quel che fanno i nostri studenti: bevute e musica, richieste di pace con i palestinesi. Massacrati.
Cos’è il 7 ottobre 2024?
Un incidente irrilevante, anche secondo la piroclastica Albanese. Da questa vulgata criminale, sono cancellate le vittime palestinesi di Hamas: cinquemila durante la guerra, non meno di trentamila nei vent’anni di dominio a Gaza, decine di migliaia provocate dal sequestro di centocinquanta ostaggi presi nel pogrom del 7 ottobre. Davanti a tanta crudeltà, Netanyahu o Golda Meir, Peres, Sharon, Ben Gurion, Begin, destra e sinistra, avrebbero tutti reagito allo stesso modo. Golda disse: “Possiamo perdonare gli arabi per aver ucciso i nostri figli, ma non possiamo perdonarli per averci costretto a uccidere i loro”.
Israele pesa nella cultura mondiale
Uno studioso appassionato, Paolo Agnoli, ha scritto un pamphlet denso dal titolo “Gli Ebrei e la Cultura”. Lì spiega con chiarezza come il popolo ebraico e quello israeliano, di conseguenza, hanno nello studio approfondito tanto la conquista della fede che la conquista della laicità. Ecco il segreto dei tanti oscar consegnati agli ebrei. Ma anche questo è un dato che evapora. Studio e libertà non interessano ai propagandisti. La costruzione del male cancella la realtà.
La conquista del mondo
Tra i palestinesi c’è una prolificità incredibile di partiti armati. La laicità non esiste più. Mirano alla diffusione planetaria e obbligatoria del Corano, della sharia, della schiavitù. La distruzione degli jehuda, gli ebrei, è solo il primo passo. La società civile araba? Azzerata.
Partigiani o terroristi?
A Siracusa una studentessa mi ha domandato: “Un partigiano può essere terrorista?”.
La risposta semplice e banale: “Sì, se uccide civili disarmati senza motivo, un partigiano può essere, anzi deve essere definito terrorista”. La ragazza spalanca gli occhi. Possibile?
In Italia, fu condannato all’ergastolo Francesco Moranino, eletto in Parlamento con il Partito Comunista. A suo carico, la strage del gruppo del partigiano Strasserra e due delle mogli dei partigiani uccisi. I morti furono tutti rapinati. Condannato all’ergastolo, fu poi amnistiato. Anpi e Partito Comunista lo difesero sempre. Non si pentì mai. Nonostante la condanna.
Israeliani brava gente
La falsificazione storica produce mostri anche per la prossima generazione. Il pregiudizio antisemita parte dal libretto idiota dei Sette Savi di Sion. Milioni di pazzi credono che sia una storia vera. Nel mondo musulmano c’è una componente pacifica e nazionalista e una panaraba e teocratica. Quest’ultima pretende la saldatura tra religione e Stato. Ma la religione che si fa Stato porta tragedie. Nelle nostre scuole, case, parrocchie, questo non viene insegnato più. La questione israeliana è in realtà questione liberale e socialdemocratica.
di Claudio Mec Melchiorre