Referendum, Marina Berlusconi voterà sì: “È la cosa giusta”

martedì 10 febbraio 2026


La figlia del Cavaliere affronta i temi di politica interna ed estera e si pronuncia sul referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma della giustizia. In un’intervista al Corriere della Sera, Marina Berlusconi, primogenita di Silvio Berlusconi e presidente di Fininvest e Mondadori, sostiene che voterà . “E non per il mio cognome, né per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta. A questo dovrebbero servire i referendum. A votare sui contenuti, non in base alle appartenenze. Non è una resa dei conti politica, né un voto pro o contro il Governo. La separazione delle carriere è necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati. E per garantire la vera terzietà dei giudici. Abbiamo un’occasione irripetibile, non lasciamocela scappare”. In tanti vedono in lei la leader che ispira le scelte del centrodestra. “Ancora questa storia – prosegue – il mio lavoro è un altro. Anzi, mi lasci dire che sono orgogliosa di quello che stiamo facendo. Mondadori è solida e si conferma un presidio di qualità e pluralismo; Mediolanum ha chiuso un anno record grazie all’ottimo lavoro di Massimo Doris. E mio fratello Pier Silvio con Mediaset continua a fare numeri eccellenti, mentre il sogno di una tv europea con la testa in Italia è divenuto realtà”.

Marina Berlusconi non dimentica: “Mio padre ha subìto un’inaccettabile persecuzione giudiziaria. Ma non ragiono per rivalsa, e il problema non riguarda una sola stagione, né una sola persona. C’è una minoranza di magistrati ideologizzati che continua a fare danni. La giustizia è condizionata da un vergognoso mercato di nomine. Ogni magistrato è libero di avere le sue idee, ci mancherebbe, ma in nessun caso dovrebbe fare carriera con la politica, né fare politica con l’attività giudiziaria”. Rispetto a Forza Italia, pensa che ad Antonio Tajani “noi elettori dovremmo solo esprimere gratitudine e apprezzamento per quello che ha fatto e che continua a fare. Ha tenuto saldo il partito in un momento delicatissimo. Adesso inevitabilmente comincia una fase nuova, in cui bisogna guardare avanti e costruire il futuro. Sono certa che il primo a saperlo e a volerlo fare sia proprio lui. Il destino di Forza Italia è nelle mani di Forza Italia, io faccio l’imprenditore. E cosa c’è di strano se un imprenditore chiede meno burocrazia, più liberalizzazioni e meno tasse? Come cittadina, poi, potrò pur aspettarmi più coraggio sui diritti civili”.

Marina Berlusconi vuole rimarcare l’unità del centrodestra che, pur se con sensibilità diverse, è una coalizione coesa e su Roberto Vannacci, se dovesse uscire dalla coalizione, ha dichiarato che “non sarebbe una gran perdita. Anzi, potrebbe essere una opportunità per liberare il centrodestra da pericolosi estremismi. Poi so benissimo che la politica deve anche fare i conti con le percentuali”. Berlusconi promuove anche questo Governo composto da una maggioranza che “ha sempre mostrato equilibrio e moderazione. Grazie a una gestione responsabile dei conti, ad esempio, l’Italia ha recuperato una solida credibilità. Certo, ora si apre la sfida più difficile: crescere”.

Se Meloni vince, ha aggiunto, “vince il Paese. Però il rischio di scivolare c’è: la situazione internazionale è grave, a cominciare dai rapporti tra Europa e Stati Uniti. La premier si sta impegnando per tenerli saldi. E fa benissimo”. Infine, Marina Berlusconi non risparmia critiche a Donald Trump. A questo proposito si dice “sempre più preoccupata” perché “prima schierarsi con gli Stati Uniti significava stare dalla parte giusta della storia. Oggi non ci sono più certezze. L’unica regola di Trump è cancellare tutte le regole. E lui la chiama libertà”. Il mondo di Trump “non è quello che vorrei per me o per i miei figli. E sono certa che in tanti la pensino così. Vogliamo tenerci stretto il nostro Occidente? Vogliamo difendere libertà e democrazia? Beh, io credo ne valga la pena: c’è un popolo vicino a noi che da quattro anni vive l’inferno proprio per questo. Sono valori scritti nel nostro Dna e sono molto più forti anche di Trump”.


di Manlio Fusani