mercoledì 25 marzo 2026
Il fatto che non sappiamo come “funzioniamo”, cioè perché respiriamo e viviamo, depone a favore dell’esistenza di una energia vitale che ci anima e fa vivere. Energia vitale che non c’è più con la morte. Alla morte del corpo, sempre perché ignoriamo cosa ci muove e dà vita − cosa ci rende vivi − questa energia, secondo i più speranzosi di noi (tra cui mi inserisco), non muore, non scompare, continua ad esistere.
Risolvere e comprendere la questione di ciò che ci rende vivi ed anima coinciderà con la comprensione della energia e della morte, così come della vita. L’uomo, inteso come organismo biologico vivente, non è al centro dell’universo, così come gli animali esseri biologici vegetali e i cristalli, organismi biologici minerali. Tutto ciò che è vivo cioè, ciò che ha energia che lo rende vivo e lo fa vivere, non è assolutamente il centro dell’universo. L’universo non ruota intorno a noi, per capirsi. L’universo gira intorno a sé stesso − altro capitolo di cui ignoriamo tutto − grazie ad una energia cosiddetta cosmica di cui è intrisa la nostra energia vitale, e di cui − anche questa − ignoriamo tutto. Se vita eterna c’è, per intendersi, è vita di tale energia, cui partecipiamo e sostanziamo anche noi.
Le religioni e le filosofie tendono a dare centralità a noi organismi biologici uomini viventi, danno speranze che confortano come genere umano, parlando di anima, spirito, e immortalità, reincarnazione. Temo − e mi dispiace molto per tutti noi − che tale centralità di noi tutti come genere umano, da cui le indicazioni delle religioni e delle filosofie a riguardo, pecchino di presunzione, moltissima, perché qui, ove esista qualcosa, è una energia, che può articolarsi in una rete che fluttua, non altro. Quindi, proprio al limite dell’auspicio e della speranza, si può pensare ed immaginare che questa energia fluttuante e che si materializza − consolidandosi − in noi organismi biologici umani così come negli organismi biologici animali e negli organismi minerali quali sono i cristalli, ci sopravviva superandoci od oltrepassandoci e si componga e ricomponga continuando ad esistere. Cosa che chiamiamo eternità. Per questo è molto importante decifrare e capire questa energia, che non è poi solo di un “tipo” ma molto composita e complessa, oltretutto.
Lo studio sin qui fatto della fisica classica tradizionale così come la medicina chimica, ci possono aiutare relativamente perché l’energia “parla” un linguaggio molto differente sia dalla chimica che essa stessa − l’energia − dirige, che dalla fisica come la conosciamo. Da ultimo sta emergendo la quantistica, cioè lo studio dei quanti che sono fotoni di luce, cioè la luce che sembra la parola di questa energia, la quantistica è probabilmente quanto di più vicino a nostra disposizione per un inizio di comprensione. I fenomeni quantistici − si prendano ad esempio l’entanglement che è una inspiegabile correlazione tra le particelle a enorme distanza tra loro o la sovrapposizione degli stati o altri − sono per la nostra mente impossibili, non consequenziali, folli nel vero senso della parola. Inspiegabili. Tuttavia, è quella la strada per la comprensione di ciò che dobbiamo comprendere. Molto molto utile anche l’astronomia e lo studio del cosmo. Dell’universo.
Jeff Webb, il satellite scopritore di pianeti lontanissimi e per noi irraggiungibili del cosmo ci aiuta tanto quanto la quantistica. Con queste coordinate modeste cui siamo potuti arrivare grazie alla più sofisticata e migliore tecnologia umana esistente, cerchiamo di capire l’energia. “Come sopra così sotto”. Abbiamo chiaro che il pianeta Terra come noi, abbiamo le medesime forme. L’energia si è consolidata in maniera simile. Forme frattali, tondeggianti come i nostri organi del corpo ed anche aguzze quando l’energia si è consolidata nei cristalli, che abbiamo anche dentro i nostri corpi. La temperatura ha un ruolo fondamentale nella espressione e manifestazione della energia. Il calore − noi organismi biologici umani animali viventi − sfalda la nostra energia rendendola caotica ed è per questo che tende al negativo, alla distruzione. Differentemente il freddo e il gelo sono ordinati, esprimono una energia ordinata e duratura, molto molto più temporalmente lunga rispetto a noi.
L’energia quindi, nella sua “solidificazione” nella materia (consolidamento) ha sfumature diverse che ci dicono, come già sappiamo, che per essa tempo e spazio non esistono. Anche la velocità della luce con cui si esprime non esiste, o è molto ma davvero molto, infinitamente più veloce di quanto pensiamo e immaginiamo. Ai nostri occhi − e come diceva Einstein per noi è molto difficile comprendere perché siamo parte della questione, cioè dovremmo uscire da noi stessi per iniziare a potere capire − esiste l’eternità in cui vagano i nostri spiriti e la nostra energia.
In realtà l’energia non ha nessun tempo, tantomeno uno spazio, è eterna nel senso che coincide con l’Universo, con il cosmo o ciascuno lo chiami come preferisce. Dunque, caos ed ordine, il caos vive con un meccanismo di poli − positivo e negativo − che curiamo con la chimica più o meno annientandoli, facendo tabula rasa in modo che il corpo, grazie e tramite il suo funzionamento dato dalla energia vitale, si ricomponga, si curi, si medichi, si riprenda. Ecco perché è fondamentale studiare le frequenze che ci pervadono e che sono espressione immediata della nostra energia vitale. Perché non solo potremo azionarle per curarci ed anche “energizzarci” cioè alzare i nostri livelli di frequenze e di energia, ma ci aiutano a capire l’energia, ciò che ci rende vivi e che, una volta morti, come è evidente, non c’è. L’energia pulsa in noi, le frequenze sono importanti da decifrare e capire. Importante metterle anche a paragone con quelle dei cristalli, sempre per capire l’energia.
di Francesca Romana Fantetti