lunedì 12 ottobre 2026
Pelikaanstraat, Hoveniersstraat, Schupstraat. Da secoli, le strade del lusso. Le arterie di uno dei mercati considerati tra i più potenti e i più opachi del pianeta. Niente insegne vistose, non servono. Servono, eccome, le 3500 telecamere che controllano il perimetro del desiderio, fatto di porte blindate, venditori e acquirenti provenienti da 160 Paesi che affrettano il passo, valigette alla mano. Ogni anno, transitano per Anversa diamanti per un valore di 20 miliardi di dollari.
Il 95 per cento dei diamanti del mondo passa per il capoluogo della provincia fiamminga che porta il suo stesso nome. Il dato testimonia la costante centralità del mercato belga del settore, a lungo dominato dal gigante sudafricano De Beers e ora aperto a una moltitudine di operatori (produttori africani, intermediari indiani, case di gioielleria europee, commercianti israeliani) dalla fine del monopolio negli anni 2000, quando i Paesi africani hanno nazionalizzato le loro miniere. Dieci aziende rappresentano il 40 per cento. Un grande futuro, che sembra già alle spalle.
La capitale dei diamanti, infatti, sta perdendo terreno rispetto a Dubai, al nuovo mercato dei diamanti sintetici e all’embargo russo sui brillanti. La missione del primo ministro belga, Bart De Wever, a Mumbai di qualche settimana fa è stato quasi un atto dovuto, di fronte al pericolo di una globalizzazione contemporanea che sta togliendo certezze al settore. Un diamante di Anversa, dunque, non è più per sempre. L’India è un attore di primo piano nella lavorazione di queste pietre preziose, in particolare nella città Surat, nel Gujarat, che è il centro mondiale del taglio delle gemme.
De Wever ha visitato la borsa dei diamanti e i nuovi uffici di Hrd Anversa, la filiale dell’Antwerp World Diamond Centre (Awdc) specializzata nella certificazione dei diamanti. Il viaggio in india è servito a riaffermare l’importanza delle relazioni commerciali con il Belgio, in particolare nel settore dei diamanti, in un momento molto delicato. Anversa rimane un importante centro per il commercio dei diamanti, ma ha ormai dovuto cedere il suo ruolo dominante a Dubai. Gli ultimi anni non sono stati facili per il suo settore diamantifero, nonostante nella prima metà del 2026 il volume totale dei diamanti scambiati abbia registrato una ripresa, così come il valore totale, aumentato di quasi il 10 per cento nello stesso periodo. Nonostante abbia ancora un peso significativo nel mercato dei diamanti lavorati, la sensazione degli analisti è che gli anni belli siano passati.
La guerra in Ucraina e l’embargo sui diamanti russi imposto dai Paesi occidentali hanno portato a un forte calo delle importazioni di diamanti. Secondo l’Awdc, la perdita è del 30 del volume e del valore delle merci scambiate ad Anversa. Nel frattempo, Dubai, diventata l’hub mondiale dei diamanti, ne ha tratto vantaggio. È lì infatti che vengono commercializzati i diamanti russi, poiché le restrizioni e le regole del G7 non si applicano. Questo pone Anversa in una posizione di svantaggio commerciale.
Negli ultimi anni, poi, i diamanti sintetici hanno oscurato i diamanti naturali. In laboratorio, la tecnica si è dimostrata efficace e ora permette di produrre diamanti con la stessa composizione dei diamanti naturali in poche settimane. L’arrivo sul mercato di questi prodotti, più economici dei diamanti estratti dalle miniere, ha portato a un calo delle vendite delle pietre naturali. Il problema è globale, si fa notare. La crescente popolarità dei diamanti sintetici è una delle cause del calo della domanda di quelli naturali.
A fronte di una minore domanda, rilevano gli addetti ai lavori, le compagnie minerarie estraggono meno diamanti perché non riescono a venderli in modo economicamente redditizio. Se la produzione diminuisce, ci sono meno beni da commercializzare. Ed è proprio quello che sta succedendo ad Anversa. Che però ha scelto di non dare priorità ai diamanti sintetici, che hanno sostituito la metà di tutti i diamanti naturali.
Negli Stati Uniti, un mercato importante per i commercianti di diamanti di Anversa, oltre il 60 per cento degli anelli di fidanzamento, un mercato cruciale per l’industria dei diamanti, sono sintetici. Anversa vuole rimanere un attore di primo piano nel mercato dei diamanti naturali, sfruttando magari il vantaggio di ottenere buoni risultati anche nel settore dei diamanti di grandi dimensioni, un settore in forte crescita. La città vuole inoltre mettere in mostra la propria competenza, in particolare nell’identificazione e nella tracciabilità dei diamanti naturali.
La visita De Wever ai nuovi uffici di HRD Antwerp, si inserisce in questa esigenza di convincere i commercianti di diamanti indiani a rafforzare i loro legami con Anversa, evidenziando soprattutto l’esenzione tariffaria ottenuta dall’amministrazione Trump negli Stati Uniti. Un vantaggio di cui né l’India né Dubai possono godere.
di Pierpaolo Arzilla