giovedì 24 settembre 2026
“God bless the Nations, God bless America”, “Dio benedica le Nazioni, Dio benedica l’America” è la frase con cui Donald Trump, l’attuale quarantasettesimo Presidente degli Stati Uniti d’America, ha chiuso il suo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Il discorso, in sé, è abbastanza scontato e nello stile dell’uomo: gli Usa, nei 250 anni d’indipendenza, sono i campioni delle libertà, la prima nazione al mondo per potenza; lui porta la pace nel mondo conchiudendo le guerre; il governo iraniano dovrà decidere tra accettare di non possedere mai la bomba atomica, perché è un’entità malvagia, o vedere il paese raso al suolo; la Federazione Russa deve accettare la pace con l’Ucraina etc.
Qui, però, si vuole porre in evidenza un particolare stilistico: i nemici sono qualificati “cattivi”, il loro carattere è la cattiveria. Lo stesso, la storiografia, lo rileva nei discorsi e scritti di Oliver Cromwell, il capo dei puritani inglesi del VII secolo. Puritani furono i Padri Pellegrini che sbarcarono in America settentrionale; puritani sono i settori più intransigenti delle più dure chiese protestanti che sostengono la destra americana, quella dei “bianchi, anglosassoni e protestanti”.
Insomma, quel discorso rileva, nello stile, una continuità, nella retorica, da Oliver Cromwell a Donald Trump. Per fortuna c’è un oceano di mezzo, ma Sua Maestà Carlo III stia attento.
di Riccardo Scarpa