Pizzaballa lo sa?

giovedì 24 settembre 2026


Gli schiavi cristiani esistono ancora. Il 21 agosto 2026 Christian Solidarity International ha annunciato la liberazione di Abuk Machar Tong. Sud Sudan. Cristiana. Era stata rapita nel 1998. Aveva dodici anni. Ventotto anni da schiava. Gli uomini armati erano arrivati nel suo villaggio incendiando le case. Abuk fu portata verso il Sudan a piedi mentre i rapitori viaggiavano a cavallo. Se rallentava la picchiavano. Questa donna è stata liberata un mese fa.

E non è un caso isolato. Christian Solidarity International sostiene di avere contribuito dal 1995 alla liberazione di oltre 160 mila persone rapite e ridotte in schiavitù durante la guerra tra Nord e Sud Sudan. Le vittime erano soprattutto Dinka del Sud, cristiani o seguaci delle religioni tradizionali. Le razzie furono compiute da milizie arabe islamiste legate a Khartoum. I prigionieri finivano al Nord. Venivano utilizzati come servi e lavoratori senza paga. Le donne subivano anche violenze sessuali. I cristiani potevano ritrovarsi con un nome musulmano e l’obbligo di abbandonare la propria religione. Il Dipartimento di Stato americano documentava bambini di famiglie cristiane e non musulmane catturati e venduti come schiavi. Alcuni furono convertiti con la forza all’Islam. Nei rapporti americani compaiono anche donne e bambini venduti, persone deportate verso il Sudan centrale e settentrionale e segnalazioni di mercati di schiavi.

La guerra è finita nel 2005. Gli schiavi sono rimasti. CSI continua ancora a organizzare operazioni di liberazione. Negli anni Dieci ne liberava circa 1.500 ogni anno. Nel 2025 dichiarava di mantenere lo stesso ritmo attraverso una rete locale che opera in Sudan. Secondo l’organizzazione, le persone ancora in schiavitù sarebbero decine di migliaia. CSI parla di una seconda generazione nata durante la prigionia delle madri e riferisce che molti di quei bambini furono concepiti attraverso violenze sessuali. Nato schiavo. Nel nostro tempo. Da una madre portata via dal suo villaggio e rimasta nelle mani di un padrone.

Per questa gente non vedo molte kefiah nelle università occidentali. Né folle indignate nelle piazze europee.

Leah Sharibu aveva quattordici anni quando il 19 febbraio 2018 fu rapita dalla scuola di Dapchi. I jihadisti dell’ISWAP portarono via 110 ragazze. Centoquattro furono restituite alle famiglie. Cinque, secondo quanto riportato da USCIRF, furono uccise. Leah rimase nelle loro mani perché rifiutò di convertirsi all’Islam. ISWAP minacciò di ucciderla o di tenerla schiava per tutta la vita. Nel 2014 Boko Haram rapì 276 studentesse a Chibok. Duecentodiciassette appartenevano alla Church of the Brethren in Nigeria.

Open Doors ne conta 3.490 uccisi in Nigeria nel periodo preso in esame dalla World Watch List 2026. Su 4.849 cristiani uccisi nel mondo per ragioni legate alla fede. L’anno precedente erano 3.100. Nel rapporto 2025 risultavano 2.830 cristiani rapiti o scomparsi in un contesto di persecuzione. Nel giugno 2025 a Yelwata, nello Stato di Benue, furono massacrate circa 200 persone presso una missione cattolica. Nell’ottobre successivo venne ucciso il reverendo Yahaya Kambasaya. Altri 20 cristiani furono rapiti. A novembre furono sequestrati 38 fedeli durante una funzione religiosa. Due vennero uccisi. Rapito anche il pastore. Nello stesso mese oltre 300 bambini e insegnanti furono portati via da una scuola cattolica nello Stato del Niger.

USCIRF calcola quasi 53 mila civili uccisi in Nigeria dalla violenza mirata dal 2009. Circa 21 mila negli ultimi cinque anni. Nel maggio 2024 combattenti di Ansaru legati ad Al Qaeda rapirono 160 bambini, in maggioranza cristiani, e uccisero otto persone. Nel settembre 2025 padre Matthew Eya, della chiesa cattolica di St. Charles, fu fermato mentre tornava a casa e ucciso nella sua automobile. Nel febbraio 2026 tre persone furono uccise nell’attacco a Karku. Padre Nathaniel Asuwaye e altre dieci persone furono rapiti. A Pasqua altri cinque fedeli furono uccisi in due chiese del Kaduna. Trentuno sequestrati. Nel solo attacco di Yelwata più di tremila persone dovettero lasciare le proprie case.

Dove sono le magliette con la faccia di Leah Sharibu? Una ragazza sequestrata a quattordici anni perché non rinnega Cristo.

Boko Haram e ISWAP sono organizzazioni islamiste. In Sudan le razzie contro le comunità del Sud furono compiute da milizie arabe legate a un regime islamista. E ogni volta bisogna aggiungere che non tutti i musulmani sono terroristi. Grazie. Lo sappiamo. Nessuno scrive che tutti gli italiani sono mafiosi dopo l’arresto di un camorrista.

Pierbattista Pizzaballa parla moltissimo di Gaza. Ma Pizzaballa ha parlato anche della persecuzione dei cristiani. Nel 2023 gli chiesero se si potesse parlare di persecuzione dei cristiani. Pizzaballa fece alcuni esempi. Tra questi, la Nigeria.

Quindi sa.

Leah Sharibu aveva già trascorso cinque anni nelle mani dei jihadisti quando Pizzaballa pronunciò quelle parole.

Adesso siamo nel 2026. Leah non è tornata. Abuk sì. Dopo ventotto anni. Ho cercato negli interventi pubblici di Pizzaballa. Di Abuk Machar Tong e degli schiavi cristiani sudanesi non ho trovato traccia. Leah Sharibu neppure compare.

La domanda non trova risposta.

Pizzaballa lo sa?!


di Massimo Ricciuti