Elezioni in Svezia: l’incognita di governo

lunedì 14 settembre 2026


Le elezioni in Svezia finiscono all’ultimo voto. Questo weekend gli svedesi sono stati chiamati alle urne per rinnovare i 349 membri del Riksdag. Con lo scrutinio preliminare arrivato al 94 per cento dei voti, la coalizione di centrosinistra ha guadagnato un vantaggio minimo sulla coalizione di centrodestra del governo uscente. I socialdemocratici – che hanno festeggiato con colpevole anticipo la vittoria, salvo poi correggere il tiro – sono al momento in vantaggio di tre seggi (176 a 173) sulla coalizione di governo. Un vantaggio che potrebbe persino assottigliarsi (175 a 174) a bocce ferme. I risultati definitivi, infatti, arriveranno solo martedì, dopo lo scrutinio dei voti espressi in anticipo e quelli espressi all’estero.

Comunque, 175 seggi sono il “minimo sindacale” necessario per governare. Si, ma con chi? È questa la domanda che si stanno ponendo i socialdemocratici. Perché il Partito di Centro svedese (7,1 per cento) – nato come partito agrario – ha già affermato di non volersi sedere al governo con il Partito della Sinistra (8,1 per cento), che invece sostiene di dover far parte della coalizione. Un conto è fare insieme l’opposizione, un altro è governare: la socialdemocratica Magdalena Andersson dovrà trovare una soluzione se vorrà tornare ad essere premier. O l’ex ministra delle Finanze riesce a mettere in piedi un governo a geometrie variabili, magari di minoranza, con l’appoggio esterno di un partito, oppure tutto può accadere: anche un governo di minoranza a guida centrodestra con l’appoggio del Partito di Centro dall’esterno.

È abbastanza improbabile che l’esito di queste elezioni parlamentari modifichi la postura internazionale della Svezia. I partiti della coalizione di sinistra, però, hanno idee diametralmente opposte sull’amministrazione interna del Paese, politiche migratorie ed economia in primis. Andersson ha promesso agli elettori maggiori investimenti nel welfare, un sistema fiscale più equo e un’attenzione particolare alla coesione sociale. Tuttavia, mentre i Verdi e il Partito di Sinistra chiedono che i più ricchi contribuiscano maggiormente, e il Partito di Centro si oppone a una tassa sui miliardari. Inoltre, è improbabile che i socialdemocratici allentino le norme sull’immigrazione – come richiesto dai Partito di Sinistra e dai Verdi – dato che Andersson ha dichiarato che la Svezia deve mantenere la sua linea di rigore.

Perciò i vertici del Partito Socialdemocratico si sono riuniti questa mattina per discutere i prossimi passi. Le dichiarazioni di Andersson suggeriscono che non vi sia fretta: tutti i partiti vorranno attendere i risultati definitivi, previsti per mercoledì o giovedì, prima di impegnarsi in colloqui esplorativi. Il segretario del partito, Tobias Baudin, ha comunque confermato di aver scambiato messaggi con esponenti di altri partiti. Lo riporta l’emittente pubblico Svt. Interpellato sulle possibili divergenze, ha dichiarato a P1 di essere “assolutamente convinto” che i partiti troveranno un’intesa attraverso un reciproco spirito di compromesso. Per Ulf Kristersson, il primo ministro uscente, la questione dell’orientamento politico del governo è tutt’altro che chiusa. “Non abbiamo ancora un risultato definitivo. La questione di quale governo guiderà la Svezia nei prossimi anni resta aperta”, ha affermato il leader del Partito Moderato svedese. La sensazione, è che per avere un nuovo governo a Stoccolma ci vorranno diverse settimane.


di Zaccaria Trevi