I voti non olent

lunedì 14 settembre 2026


En passant

Trump regala, con soldi suoi è sperabile, $5000 per ogni voto al suo partito. Niente di nuovo sotto il sole. Dalla notte dei tempi, i voti sono stati compravenduti. La novità è che il buon Trump rimanda il pagamento alle calende greche, senza anticipare nulla di tangibile, che so una fideiussione, un’apertura di credito, una garanzia immobiliare, ecc.

Nel mondo non limpidissimo degli affari (il mercimonio di voti un affare lecito non è, né moralmente, né politicamente, né legalmente a quanto risulta) esiste una vecchia pratica immortalata in qualche film di gangster, nel quale la mazzetta dei soldi viene letteralmente tagliata in due, per modo che i due malandrini siano reciprocamente garantiti perché l’anticipo non vale nulla finché non sarà completato con l’altra metà corrisposta a cose fatte, col buon fine dell’accordo. Gli ingenui ed onesti elettori americani si fideranno della promessa solenne e pubblica nientemeno del presidente degli Stati Uniti d’America? Ignorano che, passato il santo, passata la festa?

La promessa è oltremodo allettante e produrrà l’effetto sperato, almeno su un certo numero di credenti/creduloni e dubbiosi/auspicanti, che non mancano mai. I puristi inorridiscono perché son cose che non si fanno. I realisti fanno appello al così fan tutti, secondo i tempi, i luoghi, le possibilità. Se lo facevano gli Ateniesi, che pure la democrazia l’hanno inventata e presto annacquata con il mysthos, perché non aggiornare la pratica al mondo del dollaro? Nel Bel Paese il ricordo del Comandante, il sindaco di Napoli Achille Lauro, evoca una fase romantica quanto pauperistica della politica e della società: la scarpa sinistra prima del voto e la destra dopo il voto, e l’elettore camminava con la democrazia marciante.

Niente di troppo” era scritto sul frontone del Tempio di Apollo a Delfi. Forse dovrebbe essere il fondamento della costituzione di ogni libera democrazia funzionante secondo l’id quod plerunque accidit, vale a dire in base all’ordinaria natura dell’essere umano, che quella è e quella è: il “legno storto” del vecchio Kant.


di Pietro Di Muccio de Quattro