Tagli ai sussidi per l’alloggio per un terzo delle famiglie tedesche

giovedì 6 agosto 2026


Il risparmio per le casse pubbliche sarà tra 1,5 e 2 miliardi di euro. Le conseguenze per un terzo delle famiglie tedesche potrebbero essere devastanti. Dopo il sistema sanitario, l’austerità del governo rosso-nero colpirà i sussidi per gli alloggi. A tirare diritto è la socialdemocratica Verena Hubertz, ministro federale per le Costruzioni e l’edilizia abitativa che sta pianificando una forte riduzione delle agevolazioni per le abitazioni. La domanda che da più parti si stanno ponendo in queste ore è se i tagli contribuiranno a provocare nuove sacche di povertà in Germania, soprattutto tra i genitori scapoli e le famiglie con figli. Cosa potrebbe accadere, per esempio, a una madre 40enne che vive con due figli e che, come assistente sociale guadagna 1700 euro netti al mese con un affitto che supera i 1000? Senza gli aiuti statali, ogni piccolo inconveniente, un elettrodomestico che va in panne per esempio, rappresenta un problema non indifferente per il bilancio familiare.

Secondo l’ufficio nazionale di statistica, nel 2024 circa 1,2 milioni di famiglie hanno beneficiato del sussidio per l’alloggio, pari al 3 per cento di tutte le famiglie con residenza principale in Germania, con un aumentato di quasi il 6 per cento rispetto al 2023. I tagli previsti dalla Spd potrebbero mettere in crisi almeno 400mila famiglie. Il 70 per cento dei tedeschi che ricevono sussidi per l'alloggio vive in famiglie con bambini, afferma a Tagesschau il direttore generale del Paritätische Wohlfahrtsverband (un’organizzazione ombrello tedesca per le associazioni di assistenza sociale), Joachim Rock. Pw riconosce la necessità del governo di ridurre alcuni servizi, ma sostiene che i tagli attuali stiano danneggiando le persone sbagliate. Il governo federale, sostiene, dovrebbe invece regolamentare meglio gli aumenti degli affitti e creare più alloggi a prezzi accessibili. Un maggior numero di alloggi pubblici e senza scopo di lucro ridurrebbe, infatti, in modo sostenibile i costi dei sussidi per l’alloggio e, di conseguenza, anche la necessità di tali sussidi. Rock dubita inoltre che questi tagli si tradurranno in risparmi significativi per il bilancio federale, poiché spingeranno molte persone verso la previdenza sociale di base. A quel punto, dice, “sarà un altro ministero a farsi carico della spesa, ma nel complesso non ci saranno risparmi”.

Oltre ai sostegni per gli alloggi, la coalizione rosso-nera si prepara a tagliare gli anticipi sugli assegni di mantenimento. È stato già eliminato il supplemento immediato, che consisteva in un aiuto di 25 euro al mese per ogni figlio. Secondo Destatis quasi una famiglia tedesca su cinque (19,4 per cento) con figli di età inferiore ai 18 anni è composta da un solo genitore. Alla luce di questi dati, sostiene la Dgb, appare ancora una volta evidente che tagliare gli anticipi sugli assegni di mantenimento invierebbe un messaggio “assolutamente sbagliato”. Le famiglie monogenitoriali, afferma il sindacato, sono da molti anni la forma familiare più colpita dalla povertà in Germania. Le madri nubili, che costituiscono ancora la stragrande maggioranza dei genitori single, hanno maggiori probabilità di lavorare a tempo pieno rispetto alle madri con un partner. Sono soprattutto i genitori inadempienti, obbligati al pagamento degli assegni di mantenimento, ad aggravare le condizioni di vita di molte famiglie monogenitoriali, spiega la Dgb.

A essere nuovamente gravate, fa notare, saranno le donne con affidamento esclusivo e i giovani. Oltre un quinto dei genitori single ha figli di 16 e 17 anni. I tagli previsti agli anticipi sugli assegni di mantenimento colpirebbero 373mila giovani, rileva la Deutscher Gewerkschaftsbund. “Le loro opportunità e la partecipazione sociale – afferma Elke Hannack, vicepresidente della Dgb – verranno limitate se i genitori non potranno adempiere ai loro obblighi di mantenimento, poiché non potranno nemmeno contare sul sostegno dello Stato. Questa è una condanna inappellabile delle politiche del governo federale”.


di Pierpaolo Arzilla