venerdì 31 luglio 2026
Una svolta per il futuro della striscia di Gaza. In un messaggio pubblicato su Truth, Donald Trump ha affermato che il Board of Peace ha raggiunto un’intesa per il disarmo totale di Hamas e di tutti gli altri gruppi armati presenti nell’enclave palestinese. “Si tratta di un passo monumentale verso una pace e una sicurezza durature”, ha scritto il tycoon. Secondo il presidente degli Stati Uniti, una volta concluso il processo di disarmo, l’esercito israeliano lascerà la striscia e una forza internazionale di stabilizzazione opererà insieme a una nuova forza di polizia palestinese per garantire la sicurezza del territorio.
Trump ha sottolineato, inoltre, che l’intesa “rappresenta un passaggio fondamentale affinché Gaza sia finalmente governata da un nuovo governo palestinese, che collaborerà strettamente con il Board of Peace per sostenere il popolo palestinese. Allo stesso tempo, Israele otterrà la sicurezza che merita, dato che Gaza non sarà più utilizzata come base per attacchi terroristici”. L’accordo è una “pietra miliare nell’attuazione del piano in 20 punti di Trump”, ha spiegato, ribadendo che il percorso sarà sviluppato attraverso fasi progressive. Ricorda poi come 12 mesi fa la regione fosse ancora nel pieno del conflitto, con una grave emergenza umanitaria e numerosi ostaggi ancora detenuti. “Abbiamo compiuto progressi storici, ma c’è ancora molto lavoro da fare”.
The Donald ha ringraziato anche i Paesi mediatori e il proprio staff per il lavoro svolto. “Desidero ringraziare Egitto, Qatar e Turchia per il loro importante impegno e, in particolare, il mio eccezionale team. Non permetteremo che la minaccia emersa da Gaza il 7 ottobre 2023 possa ricostituirsi! Grazie a questo accordo, Gaza sarà finalmente affidata a un nuovo governo palestinese al servizio del suo popolo”. Infine conclude: “congratulazioni a tutti per questo straordinario traguardo che tutti ritenevamo impossibile da raggiungere!”. Hamas, invece, si sta muovendo con prudenza. La milizia “rimane ferma sui suoi obiettivi nazionali, rappresentati dalla tutela dei diritti del popolo palestinese. La questione delle armi è legata ad altre questioni, come il ritiro di Israele dalla striscia di Gaza e la ricostruzione. Non intraprenderemo alcuna azione se le forze di occupazione non rispetteranno gli obblighi previsti dall’accordo”, ha confermato Ghazi Hamad, membro della delegazione negoziale del movimento islamista, in un’intervista ad Al Jazeera.
Un alto funzionario dell’amministrazione americana ha avvertito il Times of Israel che Trump sarebbe “molto deluso” nel caso in cui Israele decidesse di bloccare l’attuazione del piano in 20 punti per Gaza. Le dichiarazioni arrivano dopo che l’ufficio del premier Benjamin Netanyahu aveva giudicato insufficiente la proposta approvata da Hamas, lasciando intendere che Israele non ne avrebbe consentito l’attuazione. “Non stiamo chiedendo a Israele di fare nulla che non sia previsto nel piano che hanno concordato inizialmente, e quindi siamo molto fiduciosi che lo rispetteranno. Se non lo faranno, il presidente Trump sarebbe molto, molto deluso”, ha dichiarato il funzionario. “Abbiamo solo bisogno che rispettino l’accordo originale che ha portato al rilascio degli ostaggi e alla fine della guerra. Gaza è stata la loro spina nel fianco per molti anni. Con tutti i problemi che stanno affrontando in questo momento, non vogliono che questa situazione si aggravi. Crediamo che continueranno a essere un buon partner e a rispettare gli accordi”, ha aggiunto.
Segnali di apertura arrivano anche dal Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza (Ncag), il governo tecnico palestinese guidato da Ali Shaath e attualmente con sede al Cairo. In una nota diffusa su X, il Comitato ha accolto positivamente gli sviluppi delle trattative. “Dopo anni di conflitto, distruzione e incertezza, la priorità odierna è tradurre questi progressi in passi concreti che abbiano un impatto tangibile sulla vita quotidiana dei cittadini”. Il partito ribadisce infine di essere pronto ad assumere la gestione amministrativa della striscia. “Negli ultimi mesi, ha completato un’ampia preparazione istituzionale e operativa per assumere l’amministrazione della Striscia, ripristinare i servizi pubblici essenziali, rafforzare lo stato di diritto, facilitare la distribuzione degli aiuti umanitari e guidare gli sforzi di ripresa e ricostruzione, in linea con il piano del presidente Trump per Gaza e con la Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza Onu. La missione del Comitato è quella di servire il nostro popolo nella Striscia di Gaza attraverso un’amministrazione palestinese caratterizzata da efficienza, trasparenza e responsabilità, guidata dal principio di un’unica autorità, un’unica legge e un unico apparato di sicurezza”.
di Eugenio Vittorio