È stato consegnato a Trump un piano per colpire l’Iran

giovedì 30 luglio 2026


“Finiremo l’Iran molto presto”. Così ha parlato Donald Trump, mentre l’aria attorno alla Casa Bianca si fa più spessa. Gli Stati Uniti si stanno preparando a prendere una decisione drastica, ma ancora non si sa precisamente come procederanno.

Secondo quanto riferisce il Wall Street Journal, l’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom, avrebbe illustrato a Trump, la scorsa settimana, un piano basato su una campagna di bombardamenti intensivi della durata compresa tra 10 e 14 giorni, con l’obiettivo di ridurre in modo significativo le capacità missilistiche di Teheran. Le fonti citate dal quotidiano spiegano che il tycoon avrebbe sul tavolo due opzioni: limitarsi a raid mirati oppure dare il via all’operazione proposta da Cooper in risposta all’attacco iraniano contro obiettivi statunitensi in Giordania. L’ipotesi di un’offensiva aerea di ampia portata incontra però le perplessità di parte del Congresso, preoccupato che un intervento più incisivo possa trascinare gli Stati Uniti in un conflitto ancora più esteso. Il piano del comandante del comando centrale punta infatti a superare i raid di rappresaglia condotti finora, ritenuti poco efficaci nello stretto di Hormuz, attraverso una campagna di attacchi capace di colpire in profondità l’apparato missilistico iraniano e modificare gli equilibri sul terreno. Secondo Cooper, un’azione di questa portata consentirebbe anche di ridurre il ricorso alle munizioni difensive da parte delle forze americane.

All’interno della Casa Bianca emergono divisioni sulla gestione della crisi. Nbc riferisce che Donald Trump sarebbe “esasperato” dall’Iran e avrebbe manifestato apertamente la propria frustrazione durante una recente riunione con i consiglieri, irritato dall’assenza di una linea condivisa. “Non pensava che fosse così difficile far accettare agli iraniani un accordo. Non c’era una reale strategia sulla durata o su come arrivare” a un’intesa, “non pensava sarebbe stata così lunga”, ha riferito una fonte all’emittente. Sempre secondo Nbc, un funzionario dell’amministrazione ha spiegato che pianificare la fase successiva risulta complesso perché l’ultima decisione spetta al presidente e perché, all’interno dell’esecutivo, manca ancora una visione comune sugli obiettivi finali del conflitto. Nel frattempo le forze armate statunitensi continuano a prepararsi a una possibile ripresa delle ostilità, pur in assenza di indicazioni operative definitive.

“Con l’aiuto di Dio Onnipotente, l’aggressore sarà punito oggi”. È il messaggio diffuso dalle Guardie rivoluzionarie iraniane, riportato dall’agenzia Fars e rilanciato da Al Jazeera, dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato di aver condotto nella notte “potenti” attacchi contro obiettivi nemici. Esplosioni sarebbero state segnalate nelle aree di Qeshm, Kish, Bandar Abbas, Abadan e Bushehr. I pasdaran hanno inoltre promesso una “dura risposta” nei confronti degli Stati che avrebbero fornito supporto agli Stati Uniti nelle operazioni militari. Nello stesso comunicato viene inoltre sostenuto che “Ieri sera, due petroliere, istigate da droni americani, hanno tentato di uscire dalla pericolosa rotta meridionale dello stretto di Hormuz, ma dopo che un grave incendio è divampato in una di esse, entrambe le navi sono tornate rapidamente indietro”, senza che vengano forniti ulteriori dettagli sull’accaduto.


di Eugenio Vittorio