venerdì 17 luglio 2026
Donald Trump ha lanciato l’allarme. Le elezioni midterm di novembre prossimo sarebbero vulnerabili a brogli. Il tycoon, addirittura, pensa che potrebbero “essere rubate”. È su questo che si è basato il discorso di Trump alla Nazione. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che lavorerà con le autorità per mettere in sicurezza le prossime elezioni americane, quelle di metà mandato. Nel suo intervento il presidente ha riservato pochi passaggi alla politica estera e all’economia. Ha rivendicato l’andamento positivo dei mercati, sottolineando che Wall Street “avanza di record in record” e che “l’ultimo dato dell’inflazione è stato il migliore da sei anni”. Quanto al Medio Oriente, si è limitato ad affermare: “Abbiamo vinto in Venezuela. Stiamo vincendo in Iran e presto vedrete i frutti di questo lavoro”.
Il cuore del discorso è stato dedicato alle elezioni. Secondo Trump, per preservare il Paese “dobbiamo avere un sistema di voto sicuro e affidabile, quello che abbiamo ora è debole ed è ben lungi dal soddisfare gli standard di sicurezza”. Il presidente ha inoltre annunciato l’intenzione di desecretare nuovi documenti che, a suo dire, dimostrerebbero le vulnerabilità del sistema elettorale, comprese quelle legate alle interferenze straniere. A sostegno delle sue accuse ha citato Venezuela e Cina. Trump ha riferito che la Cia avrebbe raccolto informazioni su un presunto piano riconducibile al regime di Nicolás Maduro per manipolare le elezioni presidenziali del 2020. Nei confronti di Pechino ha invece parlato di “quella che è ritenuta la più vasta violazione di dati elettorali della storia”, sostenendo che dal 2020 siano stati acquisiti illegalmente i dati di 220 milioni di elettori statunitensi.
Secondo Trump, la leadership cinese “non voleva che Trump vincesse le elezioni” e avrebbe cercato di favorire Joe Biden tentando anche di “fabbricare schede illegali” a favore dell’ex presidente. Trump ha inoltre accusato il Deep State di aver nascosto queste informazioni, aggiungendo: “io ho dato indicazione alle agenzie competenti di indagare sull’insabbiamento delle interferenze cinesi”. Nel suo affondo contro il sistema di voto, Trump ha criticato anche le macchine utilizzate per il conteggio delle schede, definite “vulnerabili agli attacchi”, e ha sostenuto che oltre 278mila persone non cittadine risultino registrate nelle liste elettorali. Il tycoon è tornato più volte sulle presidenziali vinte da Biden. Le accuse di voto truccato, sebbene mai dimostrate nei tribunali, alimentarono anche le tensioni culminate nell’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021.
La replica dei democratici è arrivata quasi immediatamente. “Le frodi elettorali sono estremamente rare, e quasi sempre commesse da cittadini americani”, ha dichiarato il governatore della California Gavin Newsom, il nemico politico numero uno del presidente Usa. Dubbi sono stati espressi anche da Fox News. I giornalisti dell’emittente hanno spiegato di non essere in grado di “corroborare le dichiarazioni” del presidente sul sistema elettorale. Fox ha comunque trasmesso il discorso in diretta, mentre altre reti televisive hanno scelto di non mandarlo in onda sui canali tradizionali, preferendo le piattaforme digitali, ritenendo limitata la rilevanza dell’intervento e temendo la diffusione di informazioni non verificate. Proprio contro queste emittenti Trump ha rivolto uno degli ultimi attacchi del suo discorso. “Abc e Nbc hanno deciso di non trasmetterlo” perché “sanno quanto è corrotto il sistema e sono parte del complotto. Vogliono proteggere la sinistra”, ha affermato, arrivando infine a minacciare pubblicamente la revoca delle loro licenze.
di Eugenio Vittorio