L’Iran ha chiesto agli Houthi di chiudere il Mar Rosso

giovedì 16 luglio 2026


Teheran si muove per il blocco totale. L’Iran avrebbe chiesto agli Houthi yemeniti di prepararsi a interrompere il traffico petrolifero nel Mar Rosso nel caso in cui gli Stati Uniti colpissero le loro infrastrutture energetiche. Lo riferisce Reuters, citando tre fonti informate. Secondo l’agenzia, il piano sarebbe stato discusso ai vertici di Teheran e successivamente comunicato ai terroristi dello Yemen. Due alte fonti iraniane e una fonte regionale hanno confermato lo scambio di messaggi, senza però chiarire se la decisione sia maturata dopo la minaccia di Donald Trump di attaccare gli impianti energetici iraniani.

Reuters riferisce inoltre che una fonte vicina agli Houthi ha spiegato come il gruppo abbia già completato i preparativi per colpire le navi mercantili, posizionando missili e droni nei pressi dello stretto di Bab el-Mandeb, tra gli altipiani che dominano Hodeidah e il Golfo di Aden, restando in attesa del via libera operativo. La stessa fonte sostiene che saranno gli ufficiali del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche iraniane già presenti nello Yemen a stabilire il momento in cui chiudere il passaggio di Bab el-Mandeb. Un eventuale blocco del corridoio marittimo, sommato alla chiusura dello stretto di Hormuz, rischierebbe di aggravare ulteriormente la crisi energetica mondiale, paralizzando contemporaneamente le due principali vie di esportazione del petrolio mediorientale.

Le forze statunitensi, nel frattempo, hanno colpito “centri di comando iraniani, siti di difesa aerea, sistemi missilistici e di droni, nonché strutture di sorveglianza costiera, al fine di ridurre ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare i marittimi innocenti che prestano servizio a bordo di navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz”. Lo ha scritto su X il Comando centrale delle forze armate statunitensi, precisando che sono state impiegate munizioni di precisione contro obiettivi situati in diverse aree, tra cui Bandar Abbas. L’operazione militare si è conclusa alle 21, ora degli Stati Uniti.

Donald Trump ha ribadito ieri sera che “l’Iran sarà sconfitto molto presto”. Intervenendo a un summit sulla difesa in Pennsylvania, il presidente americano ha aggiunto che, una volta terminato il conflitto, “l’economia americana avrà un boom. Ma anche adesso stiamo facendo molto bene”. All’arrivo all’evento, Trump ha inoltre spiegato di non aver fissato alcuna deadline per Teheran: “Non mi piace darle, ma loro lo sanno. Sanno che devono comportarsi bene”. Ma sulla strategia del tycoon è intervenuto anche Mark Esper, ex segretario alla Difesa durante la prima amministrazione Trump. In un’intervista al Financial times ha sostenuto che gli Stati Uniti non riusciranno a prevalere nel conflitto esclusivamente attraverso la campagna di bombardamenti e che, per costringere Teheran a riaprire lo stretto di Hormuz, sarà necessario “strangolare” la sua economia. “Non credo che se dovessero intensificarsi i bombardamenti per un periodo prolungato ci sarà un grande cambiamento”, ha spiegato, osservando che l’attuale approccio difficilmente modificherà la posizione iraniana sul controllo di Hormuz.

Nel Golfo persico, intanto, continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime. Secondo il Ministero della Salute iraniano, citato dalla Cnn, gli attacchi statunitensi degli ultimi giorni avrebbero provocato almeno 35 morti e oltre 300 feriti. Tra le persone uccise ci sarebbero anche due donne e un adolescente, ha dichiarato il portavoce del ministero, Hossein Kermanpour.


di Eugenio Vittorio