martedì 9 giugno 2026
Tra campagna elettorale e comunicazione, Donald Trump ha annunciato che la vittoria è vicina. “Siamo stati una squadra molto agguerrita e credo che stiamo vincendo questa battaglia, ma la vittoria definitiva arriverà nelle prossime due settimane, quando dichiareremo la vittoria totale”. Durante una telefonata con il senatore repubblicano Lindsey Graham, candidato alle primarie del Gop della Carolina del Sud, il presidente americano ha affermato che la diplomazia Usa ha quasi raggiunto un accordo con l’Iran e porre fine al conflitto del Golfo. “Siamo nelle fasi finali di quello che sarà un ottimo accordo”, ha dichiarato Trump dopo aver assistito a gara tre delle Finals Nba a New York, suggerendo che un accordo potrebbe essere raggiunto entro “due o tre giorni”.
Nelle scorse ore, invece, un elicottero Apache degli Usa è precipitato nei pressi dello stretto di Hormuz. Lo ha riportato il New York Times. I due membri dell’equipaggio sono stati recuperati e messi in salvo. L’incidente è ancora avvolto nel mistero. Alcune fonti hanno spiegato al Nyt che non è stato possibile stabilire immediatamente se il velivolo sia stato colpito dal fuoco iraniano, se abbia subito un’avaria tecnica o se siano intervenuti altri fattori. Un’inchiesta è stata avviata per accertare le cause dell’accaduto. L’incidente si è consumato dopo giorni di forte instabilità, durante i quali Israele e Iran si sono scambiati attacchi militari prima di una successiva riduzione delle ostilità. Commentando l’accaduto, Trump ha dichiarato che i militari coinvolti “stanno bene”. Come riferito da Reuters, il presidente americano ha assicurato che “nessuno è rimasto ferito”, annunciando inoltre la pubblicazione di un rapporto ufficiale nel corso della giornata. Dal Comando centrale delle forze armate non sono arrivati commenti ufficiali. Dall’inizio del conflitto, il 28 febbraio, l’Iran avrebbe abbattuto circa 30 droni Reaper e diversi velivoli americani sarebbero andati perduti a causa sia del fuoco nemico sia di episodi di fuoco amico. Se confermato, quello precipitato vicino a Hormuz sarebbe il primo Apache perso nel corso della guerra.
Questo modello di elicottero militare rappresenta uno degli asset più avanzati e temuti impiegati dagli Stati Uniti nella regione. Equipaggiato con missili Hellfire e utilizzato per la sorveglianza delle rotte marittime strategiche, l’Apache svolge un ruolo centrale nelle operazioni di deterrenza contro imbarcazioni ostili e droni. Negli ultimi mesi, i velivoli statunitensi hanno intensificato le missioni nelle aree prossime al territorio iraniano, comprese le isole controllate da Teheran dentro Hormuz e nel Golfo Persico. Mentre proseguono, tra difficoltà e interruzioni, i colloqui per la riapertura completa della navigazione nello stretto. Già nel mese di aprile, due membri dell’equipaggio di un caccia F-15E Strike Eagle abbattuto dalle forze iraniane erano stati recuperati dopo essersi lanciati con il seggiolino eiettabile ed essere atterrati in un’area considerata ostile.
L’Italia conferma la propria disponibilità a contribuire alle future iniziative internazionali che potrebbero seguire un accordo tra Washington e Teheran. Intervenendo davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, riunite con il ministro Guido Crosetto, il vicepremier Antonio Tajani ha dichiarato: “L’Italia è pronta a fare la sua parte nell’ambito delle iniziative multilaterali che verranno lanciate dopo la conclusione dell’accordo tra Iran e Stati Uniti. Voglio ribadire anche oggi a questo proposito che la nostra partecipazione è subordinata al raggiungimento di un cessate il fuoco stabile e di un ampio consenso internazionale sul mandato della missione. Quando queste condizioni saranno soddisfatte, torneremo in Parlamento per chiedere l’autorizzazione delle Camere”. Tajani ha inoltre ribadito la necessità di sostenere il dialogo diplomatico in corso. “Il negoziato tra Stati Uniti e Iran mediato dal Pakistan deve proseguire. Sono trattative difficili. Lo spazio per la diplomazia, nonostante tutto, esiste ancora e va percorso fino in fondo. Il governo lavora per sostenere questo canale di dialogo e favorire un accordo nei tempi più brevi possibili. Va assolutamente scongiurata la prospettiva di un Iran in possesso dell’arma atomica, e va assicurato il pieno ripristino della libertà di navigazione attraverso lo stretto di Hormuz. È un principio fondamentale per il nostro Paese, per la nostra economia e per la sicurezza delle catene di approvvigionamento”, ha sottolineato il titolare della Farnesina.
di Eugenio Vittorio