A quando una Flottilla per Hormuz?

giovedì 21 maggio 2026


Comodo prendersela con Itamar Ben-Gvir, Israele e tutti gli ebrei del mondo per un errore diplomatico forse imperdonabile ma in un certo senso anche inevitabile. Bisogna però fare la tara a queste continue Flottille finanziate dalla Turchia e dal network degli Ikhwan al muslimin (Fratelli mussulmani) di cui la stessa Hamas è l’interfaccia armata e guerrigliera a Gaza e dintorni. Mentre vengono esaltate dai giornali di sinistra e difese persino dai Governi di destra in Europa che non vogliono – a costo di perdere i voti del proprio elettorato – fare la figura dei cattivi in un malinteso senso patriottico che consiste nel difendere degli sciamannati di sinistra e di islamisti in servizio permanente effettivo. Con il paradosso che un Paese come l’Italia, pluricondannato per come tiene i propri detenuti nelle patrie galere (a cominciare dalla annosa questione del 41 bis), fa poi la voce grossa per una sceneggiata preelettorale da parte di un ministro nazionalista che rischia di danneggiare tutta la causa di Israele nel mondo.

Qualora ve ne fosse bisogno. Però, fatta la tara a tutto ciò, vogliamo dirlo che queste Flottille non hanno nulla di patriottico né di umanitario ma sono composte dai simpatizzanti di Hamas? E vogliamo sfidare gli strumentalizzatori che le finanziano a dimostrare la propria buona fede? Perché non si arma ad esempio una bella Flottilla per dirigersi a Hormuz e contrastare i pasdaran che da mesi tentano di condizionare il mercato petrolifero e non in mezzo mondo? Vogliamo fare la prova? Vedere cosa succederebbe? Constatare quali sarebbero le modalità di detenzione dei flottilleros qualora cadessero in mano dei pasdaran? Allora di fronte alla prospettiva di una eventuale impiccagione di massa da parte di uno stato che canaglia lo è davvero (con buona pace di Piero Sansonetti e de l’Unità che riservano questo epiteto a Israele) forse anche le intemerate europee e le pseudo voci grosse della nostra diplomazia potrebbero fare ben poco. Nessuno chiederebbe scusa in Iran. Anzi. Non c’è che da fare la prova. Vedrete allora tutti i componenti della Flottilla urlare disperati in coro, mentre salgono bendati al patibolo: “A ridatece Ben-Gvir”.


di Dimitri Buffa