Iran, la Turchia annuncia di avere abbattuto missile un iraniano

mercoledì 4 marzo 2026


Nella quinta giornata di guerra proseguono gli attacchi congiunti di Israele e degli Stati Uniti sull’Iran e sul Libano. Intanto, munizioni balistiche sparate dall’Iran verso la Turchia sono state neutralizzate dalle unità di difesa aerea e missilistica della Nato nel Mediterraneo orientale. Lo ha detto il Ministero della Difesa turco e lo riporta l’agenzia di stampa Anadolu. “Un missile balistico, lanciato dall’Iran e individuato mentre si dirigeva verso lo spazio aereo turco, dopo aver attraversato lo spazio aereo iracheno e siriano, è stato prontamente intercettato e neutralizzato dagli elementi di difesa aerea e missilistica della Nato schierati nel Mediterraneo orientale”. Lo scrive il Ministero della Difesa turco in un comunicato. “È stato stabilito che l’ordigno caduto nel distretto di Dörtyol, nella provincia di Hatay, apparteneva a un munizionamento antiaereo che ha intercettato la minaccia in volo. Non si sono verificate vittime o feriti nell’incidente”. Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha detto all’omologo iraniano, Abbas Araghchi, che “qualsiasi azione che possa portare alla espansione del conflitto dovrebbe essere evitata”, dopo che il sistema di difesa aereo Nato ha intercettato un missile balistico iraniano. Lo riferiscono fonti nel Ministero degli Esteri di Ankara.

“Condanniamo gli attacchi dell’Iran contro la Turchia. La Nato è saldamente al fianco di tutti gli Alleati, compresa la Turchia, mentre l’Iran continua i suoi attacchi indiscriminati in tutta la regione. La nostra posizione di deterrenza e difesa rimane forte in tutti i settori, compresa la difesa aerea e missilistica”. Lo afferma la portavoce dell’Alleanza Atlantica. Frattanto, i funerali di Stato della Guida suprema iraniana Ali Khamenei previsti per questa sera a Teheran sono stati rinviati. Lo riferisce la tivù di Stato iraniana. “La cerimonia di addio per l’imam martirizzato è stata rinviata in previsione di un’affluenza senza precedenti”, ha riferito la televisione, aggiungendo che la nuova data sarebbe stata “annunciata in seguito”. Stamattina, era stato comunicato un tributo per questa sera a Teheran davanti alla salma di Ali Khamenei, morto a 86 anni in un attacco aereo e che sarà sepolto nella città santa di Mashhad, suo luogo di nascita. Nel frattempo, l’agenzia di stampa turca Anadolu riporta che il Ministero della Salute iraniano ha affermato che il bilancio delle vittime degli attacchi israelo-americani contro l’Iran è salito a 867. Israele ha colpito decine di obiettivi militari a Teheran. Lo ha annunciato il portavoce in lingua araba dell’Idf, Avichay Adraee. Gli attacchi hanno preso di mira “il quartier generale dei Basij, la forza paramilitare legata ai pasdaran iraniani, oltre a piattaforme di lancio missilistiche e sistemi di difesa”.

Ieri Donald Trump ha presentato una lettera al Congresso per giustificare l’attacco all’Iran alla vigilia del voto oggi al Senato e giovedì alla Camera, di una risoluzione sui poteri di guerra. Nella lettera il presidente americano sostiene che l’obiettivo dell’operazione è “neutralizzare le attività maligne dell’Iran” senza specificare quali. Trump ha dichiarato al Congresso di aver ordinato l’attacco “per promuovere gli interessi nazionali americani, tra cui la garanzia del libero flusso del commercio marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, ed eliminare l’Iran come minaccia globale nonché difendere i nostri alleati come Israele”. La lettera afferma, inoltre, che l’operazione ha come obiettivo l’arsenale missilistico, il programma nucleare e la marina iraniani. Il messaggio al Congresso non fa alcun riferimento ai piani per rovesciare la leadership di Teheran.

Frattanto, la televisione libanese Al Mayadeen riporta che un attacco aereo israeliano su Aramoun e Saadiyat, nella zona del Monte Libano, ha ucciso almeno sei persone. Un attacco aereo israeliano ha colpito un edificio di quattro piani nella città di Baalbek, nel Libano orientale, secondo quanto riportato dai media statali. Secondo quanto sostiene Sky News, le Forze di difesa israeliane hanno affermato di aver iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah nella capitale libanese Beirut. L’esercito israeliano ha emesso un avviso di evacuazione per 16 villaggi e città in Libano durante la notte, mentre questa mattina si è potuto osservare del fumo levarsi dal quartiere meridionale di Dahiyeh a Beirut. Ieri un raid ha preso di mira il palazzo dove era riunita l’Assemblea degli esperti per eleggere la nuova Guida suprema. Alla fine, è risultato eletto Mojtaba Khamenei, 56 anni, figlio dell’ayatollah morto durante gli attacchi.

“Per la vostra sicurezza, state lontani dalle strutture militari e seguite le istruzioni sulle piattaforme ufficiali dell’Idf in farsi. Le vostre vite sono preziose. La nostra offensiva ha come unico obiettivo il regime”. Lo ha affermato il portavoce militare Effie Defrin in un video diffuso sui canali social dell’Idf in farsi. “Il regime continuerà a mentirvi e a cercare di nascondere le sue debolezze. Ma la verità è che abbiamo già eliminato decine di figure di spicco, smantellato centinaia di obiettivi del regime in tutto l’Iran e siamo determinati a continuare finché la minaccia non sarà rimossa”, ha aggiunto. “Con la vostra salda resistenza, state guidando la lotta del mondo contro l’oscurità, 2.500 anni di magnifica cultura non possono essere cancellati da 47 anni di oscuro terrore. Che la primavera porti la libertà e che la luce vinca l’oscurità”.

Intanto, almeno 101 persone risultano disperse e 78 ferite dopo un attacco sottomarino a una nave iraniana al largo delle coste dello Sri Lanka, secondo fonti della Marina dello Sri Lanka e del Ministero della Difesa. Lo riporta Reuters online. Nel frattempo, il responsabile delle politiche del Pentagono, Elbridge Colby, ha preso le distanze dalla morte della Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, affermando che è stato ucciso da un attacco israeliano. Testimoniando ieri davanti alla Commissione per le Forze armate del Senato, Colby ha affermato che l’attacco che ha ucciso Khamenei e altri importanti leader iraniani non faceva parte della campagna militare americana. “Quelle sono operazioni israeliane”, ha detto Colby, ribattendo alle pressioni dei legislatori sulla questione se il cambio di regime fosse un obiettivo dell’azione statunitense. Colby ha sostenuto che la campagna militare statunitense è focalizzata sul degrado delle capacità di proiezione di potenza dell’Iran, non esplicitamente sul cambio di regime.

Stamattina hanno destato clamore le parole di Pedro Sánchez in merito alla posizione spagnola a proposito della guerra in Iran. “Non si può rispondere a un’illegalità con un’altra, perché è così che iniziano i disastri dell’umanità”. Il premier spagnolo ha ribadito la posizione di Madrid sulla crisi in Medio Oriente, chiedendo “la cessazione immediata delle ostilità” e “una soluzione diplomatica e politica” e assicurando che agirà “con i nostri alleati europei in una risposta coordinata ed efficace”. La Spagna, ha rilevato Sanchez in relazione alle minacce ieri del presidente statunitense Donald Trump di interrompere le relazioni commerciali con Madrid, definita “un terribile alleato”, è “un membro pieno dell’Unione europea, della Nato e della comunità internazionale” e per questo “dobbiamo esigere da Stati Uniti, Iran e Israele che si fermino prima che sia troppo tardi”, ha insistito. “Rifiutiamo il regime iraniano che reprime e uccide i suoi cittadini, soprattutto le donne. Ma allo stesso tempo respingiamo questo conflitto”, ha aggiunto Sanchez, definendo “ingenuo pensare che la soluzione sia la violenza”. Il premier ha spiegato che il Governo sta assistendo i cittadini spagnoli nella regione, per organizzare le evacuazioni: “I nostri connazionali possono avere la certezza che li proteggeremo e li riporteremo a casa”, ha assicurato. Sul piano interno, Madrid sta valutando “misure per aiutare famiglie, lavoratori e imprese ad attenuare l’impatto economico del conflitti, se necessario”, forte – ha detto – della solidità economica spagnola”.

Anche Keir Starmer ha preso le distanze dal conflitto in Iran. “Il Regno Unito non è coinvolto negli attacchi contro l’Iran dopo aver appreso la lezione della guerra in Iraq”. Lo ha dichiarato il premier britannico nel corso di un evento coi rappresentanti delle comunità di origine pachistana e palestinese in occasione del Ramadan, in quella che rappresenta una risposta indiretta alle dure accuse di Donald Trump. Starmer ha difeso la posizione di Londra, senza citare The Donald, ma sottolineando l’importanza di pace, giustizia e sicurezza in Medio Oriente e il fatto che “abbiamo già perso troppe vite, tra cui le donne e i bambini a Gaza”. “Sono determinato a far sì che oggi si imparino e si seguano le lezioni del passato”, ha aggiunto. Fanno discutere anche le dichiarazioni Friedrich Merz sul presidente americano. “Donald Trump e i suoi collaboratori non sembrano avere ancora deciso chi guiderà l’Iran dopo la guerra”. Lo ha detto il cancelliere tedesco in una conferenza stampa dopo il suo incontro alla Casa Bianca con il presidente americano. “A quanto ne so e capisco, il governo americano non ha una strategia chiara per la futura leadership civile di questo Paese”, ha detto Merz ai giornalisti.


di Redazione