venerdì 27 febbraio 2026
Dopo i raid della notte, il Pakistan ha rotto gli indugi. L’esercito di Islamabad ha dichiarato “guerra aperta” al governo dei talebani dell’Afghanistan. Successivamente agli scontri al confine di ieri pomeriggio, sono iniziati i bombardamenti e le ritorsioni, che hanno interessato Kabul e alcune basi militari pachistane. A sancire l’escalation è stato il ministro della Difesa pakistano, Khawaja Asif, che su X ha scritto: “La nostra pazienza ha raggiunto il limite. Ora è guerra aperta tra noi e voi”. Sulla stessa linea il primo ministro Shehbaz Sharif, che ha rivendicato la capacità di risposta dell’esercito pakistano dopo i raid aerei oltre confine: “Le nostre forze hanno la piena capacità di schiacciare qualsiasi ambizione aggressiva”, ha affermato Sharif, secondo la pagina X del governo pakistano. “L’intera nazione è al fianco delle forze armate pakistane”, ha aggiunto. Al momento, l’esercito di Islamabad avrebbe confermato di aver ucciso almeno 274 combattenti talebani. L’esercito pachistano invece, avrebbe subito 12 perdite e 27 militari sarebbero stati feriti.
Secondo quanto riferito dalle autorità locali, il Pakistan ha bombardato alcune delle principali città afghane, inclusa la capitale Kabul. L’operazione è maturata dopo che, nella serata precedente, forze afghane avrebbero attaccato truppe di frontiera pakistane, in risposta ai precedenti attacchi aerei lanciati da Islamabad. Ma le relazioni bilaterali risultano deteriorate da mesi. Dopo i violenti combattimenti di ottobre – che hanno provocato oltre 70 vittime complessive – gran parte dei valichi terrestri è rimasta chiusa, paralizzando traffici commerciali e movimenti civili lungo una frontiera storicamente instabile. Dal versante afghano, il governo talebano prova a mantenere aperto un canale politico. “Abbiamo ripetutamente sottolineato una soluzione pacifica e vogliamo ancora che il problema venga risolto attraverso il dialogo”, ha dichiarato il portavoce Zabihullah Mujahid in conferenza stampa. Tuttavia, Kabul denuncia nuove violazioni dello spazio aereo. “In questo momento, ancora, aerei da ricognizione pachistani stanno sorvolando lo spazio aereo afghano”, ha dichiarato ancora il portavoce del governo Zabihullah Mujahid in conferenza stampa nella città meridionale di Kandahar. Poche ore prima, Islamabad aveva colpito obiettivi nelle aree di Kabul e Kandahar, alimentando la spirale delle ritorsioni.
Alla base dello scontro resta l’accusa, avanzata da Islamabad, secondo cui Kabul non avrebbe agito con sufficiente fermezza contro i gruppi militanti attivi lungo il confine. In particolare il Tehreek-e-Taliban Pakistan (Ttp), che ha intensificato gli attacchi in territorio pakistano dopo il ritorno al potere dei talebani afghani nel 2021. Accuse respinte dal governo talebano. Negli ultimi anni si sono susseguiti cicli di negoziati, preceduti da un cessate il fuoco mediato da Qatar e Turchia. Tuttavia, gli sforzi diplomatici non hanno prodotto un accordo stabile. L’ultima ondata di violenze, secondo le rispettive versioni ufficiali, avrebbe causato decine di vittime tra i soldati di entrambi gli eserciti. Nella capitale afghana, i giornalisti dell’Agence France-Presse hanno riferito di aver udito jet ed esplosioni per diverse ore, seguite da colpi d’arma da fuoco. Anche a Kandahar, città dove risiede la Guida suprema Hibatullah Akhundzada, sarebbero stati avvertiti velivoli in volo. All’alba, però, Kabul si è presentata insolitamente silenziosa, complice il venerdì di Ramadan in un Paese islamico. Le autorità talebane non avrebbero rafforzato in modo significativo né i posti di blocco né la presenza delle forze di sicurezza.
Nel è da poco arrivata la replica ufficiale del Ministero della Difesa afghano, sempre su X: “I nostri soldati saranno vittoriosi. Oggi l’Aeronautica militare del Ministero della Difesa nazionale ha condotto attacchi aerei coordinati contro un accampamento militare vicino a Faizabad, a Islamabad, una base militare a Nowshera, posizioni militari a Jamrud e ulteriori località ad Abbottabad. L’operazione aerea è stata eseguita con successo, prendendo di mira le principali basi militari, centri di comando e strutture strategiche del Pakistan – aggiunge il Dicastero – Gli attacchi sono stati effettuati in risposta alle incursioni aeree condotte ieri sera dalle forze pachistane a Kabul, Kandahar e Paktia”. Sul piano diplomatico, il vicepremier e ministro degli Esteri pachistano Mohammad Ishaq Dar ha avuto un colloquio con il ministro saudita Faisal bin Farhan per discutere della crisi regionale e della situazione lungo il confine. Islamabad parla di “operazioni mirate e di successo” volte a difendere sovranità e integrità territoriale, definendo l’azione afghana un’aggressione non provocata.
di Zaccaria Trevi