venerdì 20 febbraio 2026
A Stoccarda, il cancelliere tedesco inaugura il congresso del suo partito con l’obiettivo dichiarato di ricompattare gli europei. Anche se il vero fine di Friedrich Merz è convincere la Cdu a blindare la propria leadership. A sorpresa, è presente anche l’ex cancelliera Angela Merkel, che in passato si è tenuta lontana dal nuovo corso dei cristiano-democratici merziani. Al saluto dedicatole dal palco, Merkel è stata accolta da un boato, da un lungo applauso e un’ovazione. Merz le si era avvicinato anche in sala, per salutarla personalmente e in modo molto cordiale. Dettagli che non passano inosservati, in Germania, alla luce della forte ostilità fra i due politici, che incarnano anime diverse del partito e si sono fatti platealmente la guerra in passato. Il nome di Merkel è circolato anche per una possibile futura candidatura alla presidenza della Repubblica – a presentarla potrebbero essere i Verdi – per il mandato successivo a quello del socialdemocratico Frank-Walter Steinmeier, in carica fino al 2027.
L’ufficio dell’ex Bundeskanzlerin ha però smentito le indiscrezioni, bollandole come assurde. Merz ha salutato dal palco anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ospite del congresso, con un “benvenuto” in italiano. “Alla nostra amicizia con gli Stati Uniti d’America – ha detto Merz – non rinunceremo in modo superficiale e lotteremo perché questa rimanga. Dovremo prendere la responsabilità per noi stessi nelle nostre mani. Dobbiamo farlo e vogliamo farlo. Noi vogliamo essere sicuri, forti e liberi. E innanzitutto con i nostri amici in Europa”. Il cancelliere ha ribadito la vicinanza a Kiev. “Siamo al fianco dei nostri amici ucraini, senza se e senza ma. Chi oggi proclama un pacifismo naif promuove le guerre dei domani”. Merz ha parlato anche di economia. “La Germania – ha sottolineato – deve essere al top della forma! O non ce la faremo”. Il cancelliere ha spronato il partito e il Paese ad aumentare la prestazione della locomotiva europea.
“La Germania deve restare un Paese industriale”, ha anche aggiunto. Merz ha rimarcato che il Paese è “ancora la terza forza economica mondiale, ma i prossimi anni decideranno se saremo ancora un player globale”. E ha citato i danni fatti dai diversi anni trascorsi in recessione. In un passaggio del suo discorso, il cancelliere ha anche sottolineato che “l’Europa ha bisogno di una Germania forte. Questo è il presupposto per un’Europa forte”. Merz ha ribadito l’importanza della scelta di far leva sul debito per aprire al rafforzamento militare della Germania, che era arrivata al punto di essere “incapace di difendersi”. Puntare su nuovi debiti “è stata una decisione difficile”, ha sottolineato, aggiungendo che fosse però necessaria. Merz ha affrontato anche la questione ebraica. “Noi non accetteremo l’odio per gli ebrei in questo Paese”. Dopodiché ha puntato il dito contro gli ambienti politici in cui attecchisce l’antisemitismo.
“Noi siamo al fianco degli ebrei in Germania e in Israele”. Infine, Merz ha tracciato una linea di demarcazione tra la Cdu e l’ultradestra dell’Afd. “Con questa gente – ha detto Merz – noi non abbiamo nulla, ma proprio nulla a che fare”. Il leader tedesco ha voluto escludere, anche per il futuro, qualsiasi forma di collaborazione politica con l’Afd. “Alla democrazia serve tempo, servono dibattiti, qualche volta serve lo scontro, e alla fine ha bisogno del compromesso. Questo non può esser fatto con un paio di likes. Il nostro sistema vive della fiducia nelle istituzioni e nello Stato. Ma qui vediamo una notevole dose di ipocrisia se guardiamo a destra. Osserviamo il caos”. Merz ha citato i casi di “abuso di uffici pubblici e dei soldi pubblici. Si atteggiano ad alternativa al centro, che hanno disprezzato come élite, e poi viene fuori che si tratta di un grandioso selfservice. Voglio dire ai circa quattromila iscritti e agli elettori in tutta la Germania: io ho deciso in modo definitivo che cercherò l’approvazione alla nostra politica esclusivamente nel panorama di politica di centro del nostro Paese”.
di Ugo Elfer